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È morto il fotografo Mario Dondero

È morto a Fermo, dopo una lunga malattia, Mario Dondero. Il fotografo era nato a Milano nel 1928 e si appassiona alla fotografia, come spesso accadeva, quasi per caso. La sua produzione rientra nella storia della disciplina italiana e spazia dal reportage, innumerevoli i suoi viaggi in giro per il mondo, dall’Africa alla Francia passando per Afghanistan, per arrivare fino alla moda, genere che molti fotografi erano costretti a praticare anche solo per ragioni economiche. A Milano frequenta il bar Jamaica ed entra in contatto con la intellighenzia fotografica meneghina da Ugo Mulas a Carla Cerati, negli anni Cinquanta intraprende la carriera del foto reporter collaborando con varie testate come Il Lavoro e L’Unità per poi trasferirsi a Parigi e immortalare gli esponenti del Nouveau roman, forse la sua foto più famosa. Rimane celebre il j’accuse mosso a  Sebastiao Salgado, colpevole di aver dato troppa importanza all’aspetto formale dei suoi ultimi lavori e ricordando al mondo intero che «La passione, l’impegno civile e la curiosità restano il grande motore. Diversamente, il fotogiornalismo è soltanto una sequenza di scatti senz’anima». Fra le sue ultime mostre non possiamo non ricordare la personale romana alla terme di Diocleziano.

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