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La mostra del Talent Prize

Per Inside Art ormai la parola Talent Prize è sinonimo di molteplici esperienze. A cominciare dalla possibilità di promuovere giovani artisti di talento e dal sicuro avvenire, a molti dei quali abbiamo fatto da trampolino di lancio verso il grande pubblico; fino all’occasione per incontrare tanti vecchi amici e farcene di nuovi. Il Talent Prize è un lungo momento di condivisione, che inizia ogni anno nel mese di aprile, con l’apertura del bando, e finisce nel mese di novembre con la grande collettiva finale. Come quella che si è svolta oggi al museo Pietro Canonica di Roma, uno di quei musei un po’ defilati dal grande traffico artistico romano, ma non per questo meno prestigioso. Se non altro per la sua ubicazione nel cuore di villa Borghese, oggi riscaldata da un sole quasi primaverile, e poi per l’eleganza delle sue sale e per l’autorevolezza della sua storia. Un tempo era l’atelier dello scultore accademico Pietro Canonica e ancora oggi ospita alcune meravigliose e pregevoli creazioni del maestro. Oggi il museo ha vissuto una seconda giovinezza, affollato dal pubblico del Talent Prize e impreziosito dalle opere degli artisti del concorso, che, grazie alla intelligente curatela messa a punto da Elena Pagnotta e Fabrizia Carabelli, hanno dialogato in perfetto equilibrio con le monumentali sculture del maestro Canonica. La mostra ha chiamato a raccolta oltre trecento persone, nonostante il low profile suggestionato dai tragici fatti di Parigi: «Abbiamo anche preso in considerazione l’idea di annullare l’evento – ha spiegato Guido Talarico, editore di Inside Art – ma poi abbiamo pensato di non fermarci, perché non c’è niente di più efficace della cultura e dell’arte per avvicinare i popoli e combattere la brutalità».
L’opera di Tony Fiorentino, oltre ad aver convinto la giuria del concorso, ha ”sedotto” oggi anche i visitatori. Il vincitore dell’edizione 2015 con la sua installazione Dominium Melancholiae ha fatto riflettere sul senso del processo generativo e sulla sua inarrestabilità. Un’idea di misticismo e di fatalità ha pervaso l’animo dell’osservatore, fino a concludere che è proprio l’artista l’alchemico agente che muta le cose in continuazione e che tale funzione, in un certo senso, dona sacralità al suo lavoro. Un inno all’arte e agli artisti. Nulla di più ben augurale a una mostra di giovani talenti come quella del Talent Prize.

 

I protagonisti assoluti della giornata sono stati gli artisti finalisti (Fabio Barile, Matteo Berra, Alessandro Dandini de Sylva, Eva Frapiccini, Matteo Nasini, Ornaghi & Prestinari, Michele Spanghero, Marco Strappato e Tindar. Per vedere tutte le opere clicca qui) e i premi speciali. Sono accorsi quasi tutti. Molti di loro sono più abituati ai bagni di folla. Altri meno. Questa è una selezione della meglio gioventù dell’arte contemporanea italiana, del resto la maturità della loro ricerca conferma l’accuratezza e la meticolosità delle scelte della giuria (Ludovico Pratesi, Anna Mattirolo, Marcello Smarrelli, Francesca Pirani, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Anna d’Amelio Carbone e Alberto Fiz). C’è chi si interroga sul tempo, chi sulla natura, chi sulla religione, c’è chi gioca con la luce e chi, invece, con il suono. Tutti linguaggi di forte espressività, ma soprattutto accomunati da un profondo e metodico studio della realtà.
«Questa è una selezione del meglio della giovane arte contemporanea. Del resto la mission del Talent Prize è proprio questa: proporre alla scena artistica volti nuovi, su cui investire e in cui credere, per dare linfa vitale a una scena artistica che, al giorno d’oggi, sebbene sacrificata dai rimasugli di una forte crisi economica, non perde tuttavia il suo dinamismo concettuale e intellettuale».
Anima del Talent Prize sono anche i suoi interlocutori provilegiati, coloro che decidono ogni anno di impegnarsi a sostegno del premio, quei cosiddetti ”donors” che, grazie alla loro sensibilità artistica, rendono possibili eventi come questo. A cominciare dalla Fondazione Roma, main sponsor del premio, che ha presentato oggi al pubblico il lavoro del vincitore del premio speciale selezionato, Mauro Rescigno, che, alla maniera di Magritte, ha realizzato il video Seeking and finding, onirico, emozionante, ironico e suggestivo.

 

Anche AXA ha scelto il suo vincitore: Simone Bubbico, un vero mattatore della luce, che con la sua opera Materia Oscura, ricorrendo alle ombre cinesi, ha messo in scena, in modo deliziosamente teatrale, il rapporto tra luce e ombra. «È qualcosa che c’è ma non è tangibile – spiega l’artista – e quindi funziona bene per raccontare quello che c’è ma sta all’interno». ”La gestione dell’incertezza e la protezione sono la vocazione di AXA – scrive Isabella Falautano sull’ultimo numero di Inside Art (oggi non intervenuta in segno di lutto per i fatti di Parigi, ndr), direttore Communication & Public affairs di AXA –. Abbiamo premiato Bubbico che riteniamo abbia saputo meglio interpretare questo tema per noi fondamentale: la protezione del futuro”.

 

Altro premio speciale è quello scelto da Giulia Tosetti, giovane cultural project manager del family office torinese Tosetti Value, assegnato a Francesco Pergolesi, che con l’opera Heroses, Tatò, con grande romanticismo sottolinea il peso della memoria e omaggia l’eroismo di chi riattualizza la tradizione, ovvero gli artigiani. I suoi personaggi rubati a scene di vita quotidiana entrano in un teatrino creato dall’artista, che li sospende tra realtà e rappresentazione.

 

Anche Culturalia/AdnKronos ha assegnato il suo premio. L’artista selezionato da Guido Talarico, Ceo di Culturalia/AdnKronos, nonché editore di Inside Art, è Sebastiano Dammone Sessa, che ha presentato l’opera Appunti: «Si tratta di un lavoro che si autoalimenta partendo dal supporto  – spiega l’artista – fedele custode pronto a raccogliere non senza qualche lamentela le mie confessioni. Strutture multiformi, sagomate dal tempo, incise, consumate o ancora accuratamente levigate, lisciate e diverse l’una dall’altra».

 

Infine il premio speciale Insideart.eu, scelto dai nostri lettori e assegnato a Raffaele Montepaone, che ha letteralmente incantato il web con la sua serie fotografica Life, da cui è stata estratta una foto che ritrae una centenaria signora calabrese intenta a legarsi i lunghi capelli bianchi per farne una treccia. Una scena poetica che rappresenta un inno alla vita e alla semplicità. Un gesto tenero e autentico animato da un’ anziana donna che sprigiona la sua femminilità e la sua tenerezza nonostante l’età.

Appuntamento quindi alla prossima edizione del Talent Prize, per una nuova avvincente avventura in compagnia dei migliori artisti contemporanei italiani e non.

Qui il video dell’inaugurazione

 

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