William Kentridge a Roma

Roma

Alla fine William Kentridge potrà farlo questo grande regalo alla città di Roma, perché la Capitale, parafrasando proprio il titolo dell’opera dell’artista sudafricano, ha smesso di ”lamentarsi”. Arrivati finalmente i permessi dopo uno stop durato anni e mai giustificato, ma riconducibile soltanto a quella peculiarità, tutta italiana, che tramuta le istituzioni a volte più in gironi danteschi che in soggetti preposti alla guida, all’espansione alla difesa della cultura, Triumph and Laments vedrà la luce il prossimo 21 aprile. Oggi l’annuncio ufficiale, con l’artista arrivato a sorpresa alla conferenza di presentazione al museo Macro. Un’occasione storica e al contempo unica perché il centro della città di Roma ospiterà il più grande intervento di arte contemporanea mai realizzato prima in nessun altra città al mondo.
Completamente autofinanziata da privati e da tre gallerie d’arte – Lia Rumma, Marian Goodman e Goodman – l’opera non graverà in alcun modo sulle casse di Comune, Regione e Mibact. E proprio per la sua particolare realizzazione, l’opera sarà destinata a scomparire nell’arco di cinque anni. Da Ponte Sisto a Ponte Mazzini in 550metri sorgeranno le figure che raccontano e ripercorrono le glorie e le sconfitte della città eterna. Dall’ascesa di Cesare al massacro dell’Olocausto. Dall’omicidio di Aldo Moro ai fasti della Dolce Vita, raccontati ”per volto” di Marcello Mastroianni e Anita Ekberg. Più di 80 figure alte circa 3 metri che sorgeranno sui muraglioni del Tevere attraverso la pulitura ad acqua delle pareti. Nessuna sostanza chimica dunque e nessuna vernice sarà utilizzata. Come ha spiegato proprio l’artista oggi durante la conferenza stampa al museo Macro di via Nizza, il valore aggiunto di Trionfi e lamenti risiede «nella tragedia di perdere un’opera la cui potenza è proprio la temporalità». «Con questo lavoro – ha aggiunto l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Giovanna Marinelli – Kentridge fa un enorme regalo alla città».

Il 21 aprile, data storica per la Capitale, perché coincide con il Natale di Roma, l’inaugurazione sarà accompagnata da una live-performance di musicisti e ballerini guidati dal compositore Philip Miller. E negli stessi giorni il museo Macro ospiterà tutto il backstage di un progetto durato oltre 10 anni. Esposti, infatti, i bozzetti che Kentridge ha realizzato e che ora sono ospitati, grazie alla curatela di Vincenzo Trione, al Padiglione Italia della 56esima Biennale d’arte di Venezia.

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