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Le avanguardie russe

Le avanguardie russe è il libro di Enrica Torelli Landini che analizza l’evoluzione dell’arte, dell’architettura, del cinema, del teatro, della poesia, della grafica dai primissimi anni del ‘900 fino agli anni ’40 in Russia. La particolarità della pubblicazione è che, oltre ad un’introduzione speculativa per ogni capitolo, la storia viene raccontata attraverso interviste, lettere, appunti, manoscritti, documenti dei protagonisti, frutto di una lunga ricerca in biblioteche e archivi moscoviti e nell’Archivio dello Stedelijk Museum Amsterdam. Vengono riportate fotografie degli interpreti, delle opere, dei progetti, delle grafiche e di tutti gli esperimenti che hanno caratterizzato il periodo che va dalle manifestazioni prerivoluzionarie in Russia, alla rivoluzione d’Ottobre, da cui comincia l’arte di propaganda, fino all’avvento di Stalin, che sopprime ogni possibilità di sperimentazione. Il primitivismo di Michajl Larinov e Natalija Goncarova viene analizzato come prima manifestazione delle avanguardie russe che nella sua evoluzione conduce al raggiungimento di una nuova corrente, il Raggismo, di cui i due artisti sono protagonisti. Si sviluppa poi il Futurismo russo.

Vladimir Vladimirovic Majakovskij è uno dei maggiori rappresentanti dell’arte di questo periodo. Pittore e poeta, durante la guerra, con la sua predisposizione istrionica recita mettendo alla berlina la borghesia, e, dopo la guerra, continua la sua attività propagandistica aderendo completamente ai cambiamenti portati dalla Rivoluzione del ’17, fino al suicidio nel 1930, quando l’attività repressiva politica aveva completamente snaturato il suo afflato ideologico. Kazimir Malevic è fra i maggiori innovatori russi. All’inizio si avvicina al Primitivismo ed al Cubofuturismo per giungere alla formulazione del Suprematismo che fece scuola finché non venne negato dal cambiamento politico e sociale. In cosa consiste il Suprematismo? “Nello zero delle forme”, per arrivare dallo zero alla creazione di un nuovo realismo pittorico non-oggettivo. È la volontà di una pittura pura che rimane indifferente di fronte alla realtà esteriore, ne sono espressione i quadrati neri su fondo bianco. Con la presa di potere da parte di Lenin si realizzano nuovi monumenti per la rivoluzione socialista russa, il regime chiede agli artisti il totale impegno ideologico che glorifichi la lotta di classe del proletariato.

Con l’istituzione del Commissariato del popolo per l’istruzione viene realizzata anche una sezione artistica cui partecipa inizialmente Kandinskij per lasciare poi la direzione ad altri. L’attività prevedeva spettacoli di massa, organizzazione dei nuovi musei – che venne affidata a Malevic per la città di Pietrogrado – cartellonistica di guerra – di cui si può ricordare il Manifesto di El’ Lisickij Con il cuneo rosso batti i bianchi. Il Piano di propaganda monumentale vede in Tatlin uno dei maggiori fautori a cominciare dal monumento per la Terza Internazionale. Memorabile lo spettacolo L’assalto al Palazzo d’Inverno in piazza a Pietrogrado nel 1918. Tutto doveva essere comprensibile alle masse per una forma d’arte collettiva. Tatlin fu la personalità di maggior spicco del Costruttivismo, oltre alla progettazione del monumento per la Terza Internazionale, insegnava “cultura dei materiali” il cui principio era che la combinazione dei materiali doveva formare l’oggetto, fra tecnica e natura, fra funzionalità e arte. Inventò i Controrilievi dove si univano qualità visive e tattili grazie all’uso del legno, del ferro, del vetro, dell’ottone, del gesso. Lazar’ Markovic Lisickij, detto El’ Lisickj, allievo di Malevic, è l’inventore dei Proun, ovvero delle opere che rendono tridimensionale la concezione del Suprematismo. Le donne protagoniste delle avanguardie russe sono Goncarova, Rozanova, Popova, Ekster, Stepanova e Udal’cova. Pittrici, poetesse, scenografe, costumiste, designers, grafiche furono protagoniste soprattutto del Costruttivismo, del Futurismo, del Suprematismo. Grazie al Costruttivismo l’arte si dirige verso lo sviluppo in senso tridimensionale ed oggettivo della pittura. Ciò favorisce anche la nascita di un nuovo tipo di architettura per la realizzazione di nuovi tipi di case comuni, club operai, fabbriche, il Palazzo del lavoro, di monumenti celebrativi, in seguito alla innovazione rivoluzionaria. Inizialmente Ladovskij crea ASANOVA – Associazione dei Nuovi Architetti, basata sulla concezione della psico-tecnica, una ricerca sulla forma e la sua percezione già utilizzata in America. Molto presto questa Associazione verrà sostituita dall’OSA – l’Associazione degli Architetti Contemporanei, che invece, essendo più pertinente al Costruttivismo, propone tipi architettonici razionali e standardizzati meno fantasiosi e creativi. Due scuole d’arte si fronteggiano in questi anni: quella di Vitebsk dove si diffonde la cultura suprematista e gli Ateliers Superiori Tecnico-Artistici chiamata Vchutemas a Mosca che fa proprie le direttive del Costruttivismo.

La prima viene diretta inizialmente da Sagal e successivamente da Malevic chiudendo i battenti nel 1922 per motivi ideologici, la seconda è diretta da Tatlin e chiude i battenti nel 1930, sistematizza la nuova volontà progettuale del potere di Lenin. I veri pionieri dell’arte teatrale russa sono i Cubo-Futuristi, importante il ruolo di Majakovskij. Majakovskij è importante anche per quanto riguarda l’arte cinematografica che si svilupperà principalmente con Dziga Vertov e Ejzenstejn, mentre Charlot e altri attori del cinema americano erano molto amati in Russia. È dal 1928 che l’avanguardia russa sarà epurata da Stalin che creerà un regime di sola propaganda senza concessioni all’inventività. Si conclude così la panoramica di Enrica Torelli Landini sul questo periodo storico. Ricordiamo che l’autrice è storica dell’arte contemporanea, docente di Storia dell’Architettura e di Archeologia Industriale presso la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università degli Studi della Tuscia. È docente di Valorizzazione dei Beni Architettonici e Paesaggistici dell’Accademia di Belle Arti a Roma. Ha pubblicato monografie, cataloghi di mostre antologiche in prestigiose sedi italiane e straniere. Ha curato la III Edizione Accresciuta del celebre libro teorico di Carlo Belli, Kn, per le edizioni All’insegna del pesce d’oro di Vanni Scheiwiller. È membro del Comitato scientifico del Centro Studi Osvaldo Licini di cui è un’esperta, ha realizzato numerose mostre e cataloghi sul maestro.

 

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