La storia della Sicilia dipinta sui Silos da street artist

Catania

Centotrenta ore di lavoro, alcune persino in notturna. Mille chili di colore, 700 bombolette spray per raccontare sui silos del Porto di Catania l’identità della Sicilia attraverso i suoi miti, comuni alla madrepatria Grecia: da Ulisse a Colapesce, da Scilla e Cariddi a Polifemo, dal Minotauro all’ironia di una sirenetta sott’olio, ovviamente d’oliva, altro elemento identitario del Mediterraneo. Si tratta della monumentale opera d’arte contemporanea voluta dall’Amministrazione comunale, nell’ambito del Festival I art, per rigenerare e valorizzare l’area del porto. L’opera è stata ultimata e ora è visibile per tutti i curiosi e gli appassionati di street art. Gli artisti che hanno aderito al progetto sono gli spagnoli Okuda e Rosh333, gli italiani Microbo, Bo130, Danilo Bucchi e il catanese Vlady Art, il duo ucraino Interesni Kazki. I soggetti ritratti sono Colapesce (Bo130); La bella di Bellini (Okuda); Il Triskelion e La fuga di Ulisse da Polifemo (di Waone e Aec, il duo ucraino Interesni Kazki); Il moto perpetuo di Scilla e Cariddi (Microbo); Barattoli (Vlady Art); il Minotauro (Danilo Bucchi) e il Senza titolo (ma con un Etna esplosivo di colori e di un grande occhio) dello spagnolo Rosh. Questi di Catania sono gli unici silos rimasti in Sicilia e hanno una funzione strategica per i 5 milioni di abitanti dell’isola perché raccolgono tutti i cereali d’importazione destinati al consumo umano e le granaglie per la zootecnia (gli allevamenti destinati alla produzione di latte, uova, carni e loro derivati). I silos appartengono alla società Granai della Sicilia che ha accolto con favore il progetto.