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Sagmeister, lo show

«Hello everybody», così Stefan Sagmaister aveva annunciato online il suo arrivo a Roma da New York. Negli ultimi mesi, infatti, sul sito www.event.unirufa.it, creato per l’evento del 26 giugno al teatro Olimpico, il designer austriaco invitava il pubblico capitolino a partecipare al suo spettacolo, riscontrando una grande adesione e registrando il tutto esaurito in pochi giorni. E le aspettative della folla, che puntuale ha riempito la sala per assistere al grande show, non sono state tradite. Sagmeister ha catturato l’attenzione dei presenti per un’ora intensa, in cui ha ripercorso la sua carriera, raccontando i suoi successi artistici e professionali. «Felicità, un argomento di cui parlo da molto tempo – con queste parole inizia lo show del designer – nella nostra vita ci sono momenti di felicità intensi, altri meno intensi, o altri momenti che durano per sempre, bisogna trovare quello che veramente ci rende felice per sempre». Poi, rivolgendosi al pubblico continua: «È importante che siate qui non perché ci sono io ma perché non l’avete fatto ieri e non lo farete domani. Fare cose diverse nella vita porta felicità». Una breve lezione di vita, un piccolo elogio alla felicità, che Sagmeister ha illustrato servendosi di dati, oltre che di una lunga serie di immagini e video dal suo repertorio. Esposizioni, performance, lavori, sviluppati nel corso della sua carriera, in cui ha cercato da un lato di porre degli interrogativi alle persone e dall’altro di mostrare le sue esperienze. Come i tre ingredienti che a detta sua possono fare la felicità: ringraziamenti, umiltà, empatia simpatetica. Empatia che ha toccato l’apice della serata nel momento in cui Sagmeister ha fatto alzare in pedi l’intera platea per intonare insieme a lui l’inno intermazionale dei graphic designer sulla base delle note dell’Inno alla gioia di Beethoven.

RUFA CONTEST 2015

Sagmeister ha poi annunciato il vincitore del RUFA Contest 2015, il concorso di visual arts, design e technological arts indetto dall’Accademia e rivolto a tutti gli studenti delle varie discipline, i quali si sono cimentati con un tema scelto dallo stesso Sagmeister: ”What I have learned in my life so far”. «Tutte ottimi i 25 lavori che ho visto stamattina – ha commentato il designer – ma in particolare ce n’è stato uno che mi ha toccato, reso felice e commosso: There’s only a moment di Alain Parroni». Insieme a lui sono stati premiati i lavori e gli artisti scelti dai partner del concorso: Chiara Tedone (MTV, per l’installazione interattiva Feel the music, see the music), Erica Bellucci (Inside Art, per I’m the camera behind the camera), Priscilla Contesini (Sky Arte HD, per la fotografia Everything is connected), Antonio Pasquariello (Aiap, per il video How can I introduce you to my father), Lorenzo Perniciaro (Radio Centro Suono, per la foto I’m not alone on my way), Alain Parroni (Ascent film, per il video There’s only a moment). Infine sono state assegnate dalla giuria le seguenti menzioni speciali: Roberta Folliero per le arti visive con l’opera I can’t be alone, mentre ancora Alain Parroni per il cinema con There’s only a moment. Lucrezia de Fazio invece ha conquistato la giuria con Food Mood Moon, opera che si è aggiudicata la menzione speciale per la sezione fotografia e, infine, Antonio Pasquariello quella della sezione di design con How can I introduce you to my father.

IL PERSONAGGIO

Lo show era la prima uscita pubblica a Roma dell’artista classe 1962 di origine austriaca, ma che vive e lavora da anni nel suo studio di New York, da cui ha lanciato alcune delle più efficaci, ironiche, nonché discusse, creatività, che hanno fatto la fortuna di importanti brand come la Time Warner, il Guggenheim Museum, l’American Institute of Graphic Arts (AIGA), EDP, Levi’s e la Adobe. Ma la sua popolarità è arrivata al culmine grazie alle sue collaborazioni con il mondo discografico: ha realizzato la copertina del celebre album di Lou Reed Set the Twilight Reeling, ha lavorato con i Rolling Stones e David Byrne, e ha vinto nel 2005 un Grammy Awards per la copertina dell’album Once in a Lifetime dei Talking Heads. Sagmeister è stato invitato in molti musei del mondo a esporre i propri lavori e si è esibito in molte città, dove il pubblico lo ha sempre seguito per conoscere i suoi punti di vista, i suoi processi creativi, l’origine di alcune delle sue più originali intuizioni e per vedere i suoi lavori fotografici e multimediali, sempre ricchi di fascino e di sorprendente vitalità. La sua produzione, sin dagli inizi, è caratterizzata dalla capacità di toccare, attraverso il design, il cuore di chi osserva, di riuscire a emozionare, a sorprendere, a suggestionare. Una ricerca, la sua, che lo ha portato a essere considerato non solo un abile imprenditore del “segno”, ma anche, alla stregua di grandi artisti, un grande interprete della contemporaneità.

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