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Gregorio Samsa ad AlbumArte

Gregorio Samsa è un duo di artisti indipendenti formatosi a Roma nel 2010. Proprio come il noto personaggio kafkiano da cui prendono il nome, i due spersonalizzano la propria individualità, lavorando nelle vesti di un singolo artista. La loro attività è il risultato di due menti in costante dialogo, tema centrale della loro ricerca, sviluppato nelle più diverse declinazioni. Nella mostra personale Where is Abel? a cura di Adriana Polveroni, Samsa torna indietro nel tempo, precisamente al 25 maggio del 1937, apertura dell’Expo di Parigi. Potendo scegliere qualsiasi evento del passato, l’artista decide di immergersi nell’Esposizione Internazionale Arts et Techniques dans la Vie Moderne, tenutasi tra le due grandi guerre, in un momento storico di forti tensioni politiche. La manifestazione doveva favorire una distensione tra gli Stati partecipanti, ma la storia purtroppo ci insegna che questo scopo non fu raggiunto. Nel domandarsi in che forma palesare la propria presenza, l’artista risponde inserendo nell’Expo un padiglione personale, dal nome Noi Siamo Lucido, crasi sintattica espressione dello Stato dell’Essere, che trascende qualsiasi nazionalismo. I padiglioni dell’Esposizione del 1937, con la loro peculiare architettura, erano espressione dell’identità e delle ideologie delle Nazioni. Come quello sovietico sormontato da una statua di 25 metri raffigurante un operaio e una contadina con in mano una falce e un martello. Quasi a risposta, proprio di fronte, il Padiglione tedesco esibiva una grande aquila e una svastica, simboli inconfondibili del nazionalsocialismo.

Allo stesso modo, Samsa immagina il Padiglione del proprio Stato, nel concepirne l’architettura si ispira alla struttura tipica delle grandi torri dell’antichità, richiamando un luogo sacro e universale. La sagoma del Padiglione ricorda anche un autoritratto dell’artista, raffigurante due corpi distinti, uniti in un’unica mente da una figura geometrica. Ed ecco che torna il tema centrale del dialogo, elemento identitario imprescindibile dello “Stato di Lucidità della mente”, unica arma contro la violenza. Poiché siamo la nostra storia, l’artista inserisce la sua presenza all’Expo modificando documenti originali d’epoca reperiti sul web, come la guida ufficiale e il filmato di inaugurazione, intervenendo alterandone l’originale tessuto storico attraverso un eccellente lavoro di post produzione. La suggestione creata è molto efficace, il Padiglione Noi Siamo Lucido appare all’improvviso tra le immagini e i testi di repertorio, tanto da passare quasi inosservato. La mostra presenta, oltre al video e alla guida, una serie di frammenti che riconducono al progetto e che accompagnano il visitatore in un viaggio immaginario sempre in bilico tra realtà e finzione. L’opera Where is Abel? da cui il titolo della rassegna, realizzata con un collage di stoffe, riporta al primo omicidio della storia, evento dalla drammaticità ancora molto attuale, estrema sintesi del messaggio dell’artista: quando la ragione abbandona il dialogo degenera in violenza. Accanto alla tela, realizzata con la proporzione del 16:9, un grammofono trasmette ogni cinque minuti una musica tratta dal film Per un pugno di dollari di Sergio Leone, anche questa frutto delle ricerche in rete. In mostra anche la bandiera del Padiglione, un collage colorato che ruota intorno a un buco nero a forma di stella che sembra inghiottire tutto ciò che lo circonda.

Dal 9 giugno al 20 luglio; AlbumArte, via Flaminia 122, Roma; info: www.albumarte.org

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