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Al via Lievito

Ha inaugurato a Latina il 25 aprile Lievito, nuove esplorazioni nel mondo delle arti e dei saperi, una rassegna culturale giunta ormai alla sua quarta edizione. Con un crescente numero di consensi di pubblico e di addetti ai lavori, quest’anno l’evento è stato accompagnato da una serie di appuntamenti e da una sezione di coda che terminerà l’8 maggio con proseguendo Lievito. «Lievito nasce da un’esigenza di un gruppo di cittadini che, stanchi di lamentarsi del vuoto di proposte culturali di questa città, hanno deciso di rimboccarsi le maniche e riempire questo spazio», spiega Damiano Coletta, uno degli organizzatori della rassegna pontina , per il quale educare una città al bello vuol dire anche farla crescere. Classe 1960, cardiologo con la passione del jazz, ex calciatore professionista, a Latina lui ci vive e ci lavora in ospedale. Nel 2010 con altri cittadini dà vita all’associazione Rinascita Civile (di cui è il presidente) che due anni dopo metterà in piedi la rassegna Lievito, nuove esplorazioni nel mondo delle arti e dei saperi. «Ci piace pensare di dare a Latina un’occasione di riflessione e svago – aggiunge – che metta al centro la bellezza dell’arte in tutte le sue espressioni. Forse un po’ da sognatori, da presuntuosi, ma nei sogni si deve pensare alto, sognare alto». Ora, quell’esperimento da sognatori è giunto alla sua quarta edizione, conta ben sette sezioni (Arti, Alt, Lievito Acustica, Saperi, Incontri e Sapori, Sport, Economia), un’ottantina di eventi, di cui, oltre una ventina all’interno di Istituti Scolastici. Diversi sono poi i teatri, i circoli culturali e i locali del capoluogo pontino coinvolti. Un lavoro di ideazione e preparazione che ha avuto inizio già in autunno coinvolgendo una quarantina di volontari e diversi professionisti. Lievito sta diventando, insomma, un evento della città, che ruota intorno a Palazzo M, (l’edificio più rappresentativo dell’architettura dell’epoca fascista, già sede di istituti solatici, ora del Comando provinciale della guardia di Finanza), ne riempie alcune sale di musica, arte, fotografia, dei sapori e degli odori territorio. Le fa risuonare delle parole di attori, scrittori, registi e poeti nella folla del chiacchiericcio di tanta gente comune. Un festival che sta diventando adulto senza finanziamenti pubblici, grazie alla fiducia di un numero crescente di sponsor, piccoli e grandi. «In assenza di una politica culturale e senza un assessore alla cultura per quattro anni (attuale assessore Marilena Sovrani n.d.r.) – ricorda il presidente di Rinascita Civile – le proposte a Latina sono state frutto di iniziative private, di associazioni, di singoli individui, di locali e di singoli artisti».

Nutrito iil succedersi di eventi in cartellone, di cui tra gli altri, gli incontri del mattino come quello in un Liceo Scientifico con il Walter Veltroni regista e il suo film I bambini sanno. Tra quelli del pomeriggio con ospiti come il premio strega Tiziano Scarpa o il graphic novelist Andrea Ferraris, che racconterà cosa vuol dire essere un fumettista italiano a Parigi oggi. Poi ci sono i concerti gratuiti delle 7 della sera di Lievito acustica e quindi, nei teatri gli incontri serali che vedono in programma nomi come Nanni Moretti, Lillo e Greg, Gennaro Cannavacciuolo. Un avvicendarsi di personaggi in un’armonica e autorevole contaminazione tra artisti locali ed eccellenze nazionali ed internazionali. Tra enogastronomia, arte, teatro, musica scienza, economia e letteratura. «Non essendoci stata una politica culturale in questa città si è ritenuto necessario avvicinarci ai gusti del pubblico con nomi noti, perché potessero poi sorprendersi nello scoprirsi interessati anche da proposte che altrimenti non avrebbero avuto modo di conoscere – spiega il coordinatore artistico di Lievito Marino Sabatino – bisogna, infatti creare un piccolo trauma con delle proposte che altrimenti a Latina sarebbe stato difficile avere, un’occasione unica sia per un pubblico più attento ma anche per un pubblico più distratto. Lievito dovrebbe diventare così un’abitudine, una “tradizione ” di cui “se ne possa sentire l’assenza quando finisce». «Una città non è fatta soltanto di palazzi, di vie, di piani urbanistici, di servizi – dice invece il direttore artistico Renato Chiocca – ma fondamentalmente di persone, e non è retorica. Le persone possono condizionare l’identità e la politica della città. Dovrebbe essere così. Dovrebbero essere i cittadini attraverso il consumo culturale ad essere in grado di riflettere sulla loro appartenenza e su quello che la città in effetti gli offre. Non solo per aspettare l’appuntamento dell’anno successivo, ma anche per accogliere meglio altre proposte. Per sollecitare delle necessità che altrimenti non sarebbero state percepite tali. Personalmente credo che Latina sia una parte del mondo come tante altre, e deve essere trattata in questa maniera». Fino al 3 maggio; info: www.lievito.org

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