Il Barocco a Roma

Una visita guidata articolata nelle sale della Fondazione Roma Museo quella che stamattina ha accompagnato la stampa e il Ministro per le attività e i beni culturali Dario Franceschini alla scoperta delle ricchezze del Barocco romano. «Questa mostra epocale ha coinvolto non soltanto tutti i luoghi sacrali del Barocco a Roma ma, a testimonianza dell’interesse mondiale che sta ricevendo, ha avuto contributi dal Louvre di Parigi, dal museo statale Hermitage di San Pietroburgo, dal Museo del Padro di Madrid, dalla Staatliche Museen di Berlino e i Musei Vaticani». Così Emmanuele Emanuele, presidente della Fondazione Roma, introduce il percorso espositivo  della rassegna intitolata Barocco a Roma. La meraviglia delle arti, in programma nella Capitale a Palazzo Cipolla, dal primo aprile al 26 luglio. Un’esposizione ricca e varia, nata proprio sulla base di un’iniziativa promossa dallo stesso Emanuele, nella quale vengono mostrate al pubblico più di 200 opere tra dipinti, sculture, disegni, medaglie ed oggetti, collocati in un contesto visivo ispirato alle architetture di Borromini.

Curata da Maria Grazia Bernardini e Marco Bussagli, l’esposizione presenta opere di pregio, alcune delle quali, mai esposte in Italia, da un disegno di Ciro Ferri al Contro-progetto del colonnato di piazza San Pietro di Gian Lorenzo Bernini. Motivo di orgoglio per la Fondazione il dipinto di Pietro da Cortona Gli angeli segnano la fronte a coloro che devono essere illesi dai flagelli, davanti al quale il Presidente della Fondazione spiega al Ministro: «Mentre l’Italia vende, la nostra fondazione compra». Una mostra che non solo approfondisce temi e personaggi di un periodo ricco dal punto di vista stilistico, ma che punta a valorizzare il patrimonio storico-artistico e architettonico barocco del territorio. Importante in questo senso la presenza del ministro Franceschini (che all’apertura ufficiale della mostra non potrà esserci, dovendo presenziare a un’inaugurazione a Torino del Museo egizio) segno importante che il rapporto tra privato e pubblico è la via giusta da seguire non soltanto sotto un aspetto economico, ma soprattutto dal punto di vista culturale. «Ringrazio Dario Franceschini per essere presente – afferma Emanuele – La Fondazione Roma tenta con grande fatica da sempre di realizzare una delle idee portanti del ministro, la sinergia tra pubblico e privato che nel nostro paese è indispensabile data la ricchezza del nostro patrimonio. Il nostro paese non ha più un’industria, soffre la ricerca scientifica, in sostanza potrebbe reggersi soltanto su questo patrimonio del nostro territorio».

D’accordo col Presidente della fondazione, anche il ministro: «Innanzi tutto siamo davanti a una mostra particolarmente significativa, ma siamo anche qui con il Presidente Emanuele per dimostrare che è possibile una buona collaborazione pubblico privato, è una delle chiavi su cui stiamo impostando l’attività del ministero ma su cui imposteremo anche l’attività dei prossimi anni per un disegno di ricostruzione di questa vocazione forte dell’Italia nel settore culturale, sia come dovere costituzionale che come strumento per la crescita economica del paese». Franceschini entra anche nel merito della qualità della mostra, sottolineandone il valore internazionale e l’importanza dei pezzi esposti, facendo scattare un timido applauso del pubblico: «Siamo in un momento in cui molte mostre sono costruite solo per essere un evento con temi abbastanza improbabili, qui siamo davanti a un evento che ha un fortissimo legame con il territorio. Parlare di barocco a Roma in Italia, invitare a visitare i grandi luoghi del barocco, fare tornare opere grazie a un disegno scientifico». Una mostra che secondo il ministro non punta a un numero alto di visitatori ma punta ad avere il successo del pubblico attorno a un progetto legato profondamente a Roma. Ma non sarà l’ultima iniziativa. Infatti, Emanuele ha già in programma una serie di eventi artistici che interesseranno tutto lo stivale: «Pompei ospiterà a breve una grande mostra su Mitoraj. Era il suo sogno, aveva già immaginato come disporre le sue opere. Purtroppo il maestro non c’è più ma questa è una ragione di più per compiere la sua volontà».

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