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Opiemme, pensieri sulle stelle

Mentre molti street artist quando realizzano un’opera pensano alla città, alle sue pareti e al contesto urbano, Opiemme pensa alle stelle. Può sembrare strano ma è così e per questo, a dire il vero, sarebbe un errore definirlo uno street artist. Poeta dell’arte urbana, questo l’appellativo che alcuni gli hanno attribuito, Opiemme fa volteggiare sulla superficie bidimensionale pensieri, riflessioni, scombinandoli in lettere che suggeriscono allo stesso tempo l’idea di un’immagine e di un concetto. L’universo di Opiemme è governato dalla scrittura, un mondo che ci fa tornare indietro di parecchi anni, riportandoci alla memoria prima la letteratura futurista e il suo paroliberismo e poi lo sperimentalismo della poesia visiva delle neoavanguardie. Chi ha fatto di recente una visita a Bologna per SetUp, avrà avuto la possibilità di vedere alcuni dei lavori dalla sua nuova serie: veri e propri vortici si avviluppano intorno a buchi neri che risucchiano le lettere come calamite, mentre altre volte le risputano, lasciandole colare giù con il loro inchiostro, a fluttuare sulla tela per andare confondersi con le altre parole che fanno da sfondo. Lettere che a un primo sguardo appaiono isolate come grafemi, segni elementari, piccole stelle, ma se guardate nel loro insieme diventano frasi, titoli, pensieri sulla poesia e letteratura, costellazioni.

In occasione della mostra al BI-BOx Art Space di Biella, curata da Daniele Decia, l’artista torinese espone una serie di lavori dal progetto Vortex, un work in progress che ruota, appunto, intorno all’immagine del cielo, ispirato al testo astronomico di Giuseppe Seromonti, L’alfabeto scende dalle stelle. Sulle origini della scrittura. In un racconto visivo che ci riporta alle origini della terra, l’artista interpreta le stelle come forme primordiali della scrittura che, unite insieme, vanno a comporre i sistemi solari che noi tutti conosciamo oggi sotto il nome di linguaggio. Le immagini diventano puzzle di forme più complesse che sconfinano oltre il muro e la tela per tracciare le coordinate di una dimensione celeste. E, alla fine, quella che non è street art, in un certo senso lo diventa: cos’è la volta stellata se non un’estensione della parete? Vortex, serie su cui l’artista aveva già ragionato durante la sua partecipazione alla Bienal del Fin del Mundo in Argentina, viene riproposta dall’artista il 6 febbraio a Biella, sotto diverse forme. E, ancora con opere di differente aspetto e dimensione, l’artista arriverà a Bologna il 6 Marzo per una nuova esposizione, per poi prepararsi alla tappa milanese nel prossimo novembre. Un’occasione per dimostrarci, ancora una volta, come le lettere possano avere infinite combinazioni possibili.
Dal 6 febbraio, BI-BOx Art Space, Biella; info: bi-boxartspace.com/opiemme


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