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Pop icon

All’interno della splendida cornice della Rome international school, dall’architettura contemporanea piena di luce e quasi museale nella sua conformazione, la galleria Restelliartco presenta Pop Icons a cura di Martina Cavallarin. Mostra fortemente voluta dal gallerista Filippo Restelli, ci offre un percorso dislocato su vari piani dove sono esposti lavori di grandi artisti della Pop Aat e di nuove generazioni di artisti con ispirazione Pop, in cinque sezioni. Grazie a un’idea vincente l’arte arriva nella scuola e non sono gli scolari ad andare in un museo. Dal punto di vista didattico la scommessa è di far vivere gli studenti in mezzo a opere che possono guardare continuamente creandosi una propria sensibilità e da cui possono imparare; si mira all’educazione per far capire, ad esempio, come si realizza una serigrafia, o come ci si avvicina al mercato dell’arte, e sono gli stessi studenti a guidare una piacevole visita dell’esposizione. La quotidianità è il cardine concettuale, la Pop art che si nutriva di quotidianità entra nella quotidianità degli studenti; la cultura di massa alla base della poetica Pop oggi coinvolge ogni livello della nostra vita e ciò fa sì che una critica sociale in tal senso sia attuale anche a 60 anni dalla nascita del movimento.

Oltre ai big come Warhol sono presenti artisti più contemporanei come Claudio Parmiggiani. La prima sezione della mostra è dedicata proprio a Warhol e coinvolge molte opere famose come le serigrafie su Marilyn Monroe, Mao Tse Tung, Mick Jagger, i suoi fiori e gli autoritratti; Warhol viene poi celebrato nella sezione Pop music con cover di dischi fatte per i Rolling Stones e i Velvet Underground, e nella sezione Object in cui sono esposte la Campell’s Soup, la macchina fotografica Polaroid, tra le altre opere. Keith Haring e Roy Lichtenstein appartengono a un’unica sezione. Il primo guarda al surrealismo europeo cominciando come writer a New York nell’80, caricando di ironia i suoi bambini carponi, i suoi dischi volanti, i suoi geroglifici. Il secondo comincia la sua attività durante la Seconda guerra mondiale come disegnatore per il famoso periodico dell’esercito americano Stars and Stripes; caratteristico l’uso della tecnica Ben-Day Dots: i suoi famosi puntini vengono utilizzati da Lichtenstein per creare un immaginario tratto dai fumetti e dalla pubblicità.

Invece in Absolut Vodka sono esposti tre artisti che hanno lavorato con questo marchio: Andy Warhol, poi Keith Haring e infine Romero Britto. A conclusione una nutrita sezione, la Contemporary Pop, dove si possono vedere anche lavori di artisti solitamente non Pop che hanno però fatto opere Pop, e ciò ci fa comprendere quanto grandi siano state le conseguenze espressive del movimento nella nostra cultura. Tra gli altri, due italiani: Parmiggiani che, con Mucche Zoogeografiche del 1973, ha realizzato un lavoro tramite la tecnica fotografica del Color Key: all’interno di cinque mucche appaiono i cinque continenti; Elisabetta Benassi con Glen Glen, all I remember in cui si celebra il primo astronauta statunitense ad entrare nell’orbita terrestre. Seguono Mel Ramos con Miss Comfort Creme del 1965 in cui la critica al consumismo veste i panni di una donna sensuale; Tom Wesselmann con Smoke Banner, un quadro scultura che, anche in questo caso, è permeato di sensualità: una bocca di donna da cui pende una sigaretta fumante; Vik Muniz che con il suo cioccolato si ispira alla mitologia greca; ed infine il writer e artista inglese Bansky con i suoi celebri Rats, ratti, apparsi inizialmente a Bristol, sua città natale, e ora nelle maggiori città del mondo.

Dalle parole della curatrice Cavallarin: «Pop icons rappresenta la possibilità di sviluppare un’analisi sociologica e antropologica della collettività contemporanea. A 60 anni dalla sua nascita la Pop art è più viva che mai, con la cronaca a ritmo incalzante raccontata attraverso fenomeni ultra attuali come i fumetti, i magazine, la televisione, il cinema, la pubblicità, i prodotti di massa, la musica». La mostra prosegue alla galleria Restelliartco a partire dal 9 febbraio.

Fino 6 ferbbraio, Rome international school, via Guglielmo Pecori Giraldi 137, Roma; info: www.romeinternationalschool.it

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