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Bramante all’Anna Marra

«Il mio modo di fotografare è identico al mio modo di ricordare, pensare, sognare, sperare – spiega Davide Bramante – tutto avviene per sovrapposizioni temporali e spaziali». La particolarità delle fotografie di Bramante (Siracusa, 1970) sta dal nascere dalla sovrapposizione multipla d’immagini. Servendosi di una macchina analogica, in fase di ripresa l’artista espone diverse volte lo stesso fotogramma della pellicola alla luce per imprimere su questa diverse immagini. Le sue fotografie sono il risultato di un accavallamento di diverse immagini l’una sull’atra con la capacità di innescare nello spettatore, dopo una prima fase di confusione, la curiosità, spingendolo a individuare i diversi soggetti immortalati. Più di una volta, più di una storia, curata da Giorgia Calò, è la mostra che presenta il recente lavoro del fotografo, visibile fino al 7 marzo nella galleria Anna Marra Contemporanea di Roma, tra gli stretti vicoli dell’antico ghetto ebraico. In mostra sono esposte otto immagini inedite di medio e grande formato e realizzate appositamente per questo progetto. Nella prima sala quelle in bianco e nero, mentre nella seconda sono state collocate quelle a colori.

”Viaggiatore per passione, Bramante, trova sempre ispirazione dai diversi luoghi e spazi che attraversa e che colpiscono la sua attenzione. In questa prospettiva la macchina fotografica – sottolinea Giorgia Calò nel catalogo della mostra – diviene per Bramante il medium con il quale analizza il mondo a lui circostante e del quale si serve per riflettere ”sullo statuto della riproducibilità dell’opera (Walter Benjamin) e sul concetto di differenza e ripetizione (Gilles Deleuze)”. Per il progetto Più di una volta, più di una storia, le fotografie sono state scattate a Roma. La città per antonomasia ricca di arte e di storie, diviene nuovamente fonte di ispirazione per Bramante. Affascinato dalla bellezza della città eterna e dalle sue naturali stratificazioni, seleziona paesaggi metropolitani come monumenti (l’altare della patria), celebri dipinti (San Matteo e L’angelo di Caravaggio), reperti di archeologia industriale (il gazometro di Ostiense), lussuose dimore nobiliari (palazzo Doria Panphili) e ruderi di epoca romana (il Colosseo e l’area sacra di piazza Argentina). Antico e contemporaneo si sovrappongono perché parte della stessa storia, in un dialogo che è l’artista a innescare fino a coinvolgere interno ed esterno giungendo a un risultato finale sorprendente anche per l’artista stesso inconsapevole del risultato della sue fotografie fino alla stampa delle stesse.

Riduttivo è considerare le immagini di Bramante documentaristiche, perché il fine del suo lavoro è offrire una nuova prospettiva di visione: più intima, personale e meditativa. Nel piccolo spazio che collega le due sale della galleria sono, invece, allestite una serie di foto acquerellate. Questi lavori su carta, di piccole dimensioni, nascono dall’intervento dell’artista che opera sopra gli scatti fotografici con il colore trasformandoli in raffinati dipinti. Vi offriamo alcune anticipazioni sulle prossime mostre di questa stagione da Anna Marra: a marzo la galleria ospiterà la personale di Michael Ryan, mentre a giugno quella dedicata a Saul Melman. Le mostre dei due artisti statunitensi saranno entrambe curate Serena Trizzino.

Fino al 7 marzo; 

Anna Marra Contemporanea, via sant’angelo in pescheria, Roma; info: www.annamarracontemporanea.it

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