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Sono 10 al Pastificio

È tempo di compleanni per il Pastificio Cerere in questo anno 2015: per l’esattezza 110 sono gli anni che lo separano dalla sua creazione e ben 10 sono le candeline che soffierà la Fondazione nata per l’omonimo spazio nato sotto la curatela di Marcello Smarrelli. Per festeggiare sceglie di dedicare i prossimi dodici mesi alla celebrazione dei più importanti nomi che hanno caratterizzato la sua produzione artistica, sfruttando una strategia oggi molto diffusa, il crowdfunding, che renderà possibile realizzare i progetti espositivi dei 6 dei nostri. Il Pastificio si racconta al pubblico facendolo sentire a sua volta protagonista. Una forma di arte partecipata che permetterà alla Fondazione di portare a termine la programmazione prevista.

I 6 protagonisti del prossimo ciclo di mostre sono i membri del famoso Gruppo di San Lorenzo (Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Nunzio, Pizzi Cannella, Marco Tirelli), ovvero i primi residenti negli spazi di un luogo allora dismesso, ma grande esempio di archeologia industriale della zona. «Quando siamo arrivati qui c’erano ancora le macchine della pasta. Oggi al suo posto questo luogo produce luci e colori», racconta Bruno Ceccobelli. In quel fulcro di produzione culturale che negli anni Sessanta somigliava alla New York degli anni d’oro’ come la descrive Pizzi Cannella, il Pastificio Cerere ha contribuito a trasformare il quartiere San Lorenzo da un luogo quasi nascosto a un bel posto dove vivere. Anticipando di molti anni i processi oggi ampiamente diffusi di incontro fra centri di produzione artistica e quartieri circostanti, in un virtuoso scambio con il pubblico, l’ex Pastificio divenne in pochissimo tempo un polo d’attrazione per visitatori da ogni dove, curiosi di conoscere i famosi artisti di San Lorenzo. «Questo spazio è nato con l’idea di aprirsi al vicinato circostante, quindi la nostra speranza è che la nostra generazione possa creare un punto d’incontro, un ponte con i più giovani» spiega Giuseppe Gallo, cosa che sicuramente la Fondazione sta già facendo.

In concomitanza con il lancio della campagna, infatti, aprono ai visitatori anche gli spazi dell’Isfc storica scuola romana di fotografia e gli studi d’artista di alcuni degli attuali residenti della Fondazione. Dai mondi lontani di Pietro Ruffo alle rocce di Leonardo Petrucci, dalle creazioni di Andrea Stoger a quelle di Myriam B, fino a Maurizio Savini che presenta la mostra Crisis Time a cura di Gianluca Marziani. Una bicicletta è collegata a un giradischi, a ogni faticosa pedalata si aggiunge qualche nota in più dell’inno di Mameli: come l’Italia nel tempo di crisi, con fatica e impegno il fanale della bicicletta illumina un villaggio in lontananza, in un moto costretto, sul posto, tentando di raggiungere l’obiettivo.

Accompagnerà l’iniziativa una pubblicazione che vedrà raccolte le testimonianze di artisti, critici e intellettuali che hanno contribuito a scrivere la storia dello spazio dalla sua creazione, unitamente ai racconti di abitanti e lavoratori che hanno partecipato alla vita e alla trasformazione del quartiere grazie alla presenza del Pastificio della cultura. A partire da oggi è possibile partecipare all’iniziativa in maniera estremamente semplice ed immediata, tramite la piattaforma di crowdfunding Indiegogo. Da un sentito grazie per una donazione minima fino alla possibilità di poter utilizzare lo spazio della Fondazione per un evento privato, ogni partecipazione contribuirà a rendere possibile la programmazione delle prossime (certamente degne di nota) sei mostre dedicate ai grandi protagonisti dell’edificio a via degli Ausoni 7. Non resta che rispondere alla chiamata.

Info: www.indiegogo.com/projects/6-dei-nostri–8

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