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Hysterical realism

Lo sguardo impietoso del realismo isterico, questo è il significato del titolo della mostra che, partendo dal cosiddetto postmodernismo ricercato, si propone di raccontare lo smarrimento di una generazione. Gli autori del realismo isterico, genere letterario sviluppatosi nei primi anni 2000, raccontano la realtà in maniera maniacale attraverso l’utilizzo di personaggi border-line. Gli artisti chiamati a dipingere su questo argomento ci mostrano proprio lo sguardo impietoso di quel realismo, nevrotico, ostile e sovrastrutturato. Diciotto artisti contemporanei da otto paesi diversi, tutti provenienti dal mondo della street art. Soggetto principale dell’esposizione è il ritratto, primo tra gli strumenti in grado di rappresentare la complessità della realtà. Intere generazioni di artisti nel corso della storia hanno usato questo mezzo per comunicare la loro visione del mondo. Nel momento in cui l’artista dipinge il volto di un personaggio importante, come quello di uno comune, esprime la propria sensibilità e interpreta le fattezze del soggetto secondo il gusto e gli usi di quel preciso momento storico. Stefano Antonelli, curatore della mostra, racconta che nel commissionare le opere ha invitato gli artisti a riflettere sul fatto che il loro sguardo avrebbe raccontato l’odierna realtà alle generazioni future. Tutti gli street artist contattati hanno risposto all’appello eseguendo opere rappresentanti la loro personale interpretazione di quello sguardo. Il risultato è davvero interessante, la stessa realtà espressa da diciotto stili completamente diversi, per un susseguirsi di opere potenti e uniche nel loro genere.

L’Inghilterra fa da padrona, sono sei infatti gli artisti provenienti da oltremanica, primo tra tutti Guy Denning, uno dei più importanti pittori urbani britannici del momento. Insieme a lui Ben Slow, Best Ever, Dale Grimshaw, David Walker e Matt Small. Per l’Italia i volti distorti dell’artista e tatuatore James Kalinda e il trio brianzolo Cane Morto con il loro stile ispirato all’art brut. Romano d’adozione è il giovanissimo Jerico, nato nelle Filippine ma nella capitale da 10 anni, è il più promettente talento in mostra. A soli 20 anni esegue opere molto espressive ponendo al centro del suo lavoro proprio il ritratto, con tutte le sue possibili interpretazioni. Pochi giorni fa al summit dei premi Nobel per la Pace, Ignazio Marino, il Dalai Lama e Tawakkol Karman hanno regalato un suo dipinto a Bernardo Bertolucci, come ringraziamento per il suo impegno per la pace. Molto interessante l’opera del francese Philippe Baudelocque, che ha realizzato a mano un disegno, eseguito con il suo tipico stile, per poi successivamente digitalizzarlo in una singola immagine e stamparlo con una particolare tecnica digitale. Uscendo dal nostro continente troviamo i famosi artisti statunitensi Axel Void e Gaia, nonché Nanook e Mata Ruda, gli australiani Jimmy C e Fintan Magee, Ever dall’Argentina e Stinkfish dalla Colombia. Sono questi i nomi famosi scesi in campo per mostrarci con occhio critico i nostri tempi, trasformando la realtà in racconto e il racconto in leggenda. Pier Paolo Pasolini in maniera quasi profetica, nel suo film Medea del 1969, faceva pronunciare al centauro Giasone la frase: «Solo chi è realistico è mitico e solo chi è mitico è realistico».

Fino al 14 febbraio 2015
The Popping Club, via Baccina 84; Roma
Info: www.thepoppingclub.org

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