Dopo le cinque edizioni (2010, 2011, 2012, 2013, 2014) in cui sono state posizionate 206 Stolpersteine (pietre d’inciampo), per la sesta volta l’artista tedesco Gunter Demnig sarà a Roma mercoledì prossimo per installarne altre 20 in memoria di deportati razziali e politici. Giovedì 8 sarà invece a Viterbo per installarne 3. Inizia così la sesta edizione di Memorie d’inciampo a Roma. L’inaugurazione ha luogo mercoledì alle 12 in largo della Gancia 1. L’idea di Demnig risale al 1993 quando l’artista è stato invitato a Colonia per una installazione sulla deportazione di cittadini rom e sinti. All’obiezione di un’anziana signora secondo la quale a Colonia non avrebbero mai abitato rom, l’artista ha deciso di dedicare tutto il suo lavoro alla ricerca e alla testimonianza dell’esistenza di cittadini scomparsi a seguito delle persecuzioni naziste: ebrei, politici, militari, rom, omosessuali, testimoni di Geova, disabili.
Con un segno concreto e tangibile ma discreto e antimonumentale, a conferma che la memoria deve costituire parte integrante della nostra vita quotidiana. Sceglie dunque il marciapiede prospiciente la casa in cui hanno vissuto i deportati e vi installa altrettante pietre d’inciampo, sampietrini del tipo comune e di dimensioni standard (10×10). Li distingue solo la superficie superiore, perché di ottone lucente, sulla quale sono incisi nome e cognome del deportato, età, data e luogo di deportazione e, quando nota, data di morte.


