Inaugura il Musée des confluences, confluenza di fiumi e saperi

Lione

Eccolo, finalmente aperto al pubblico dopo anni di ritardi e polemiche, il Musée des Confluences, a Lione, nel punto in cui il Rodano e la Saona si riuniscono. Ci sono resti di animali estinti, sarcofaghi con mummie, suppellettili delle antiche dinastie asiatiche, insetti mummificati e persino una copia del satellite Sputnik 2 e un acceleratore di particelle degli anni ’50. Ha inaugurato il 20 dicembre in una nuvola di cristallo, un edificio dall’architettura futurista, diretto da Hélène Lafont-Couturier, firmato dagli austriaci di Coop Himmelb(l)au, che ripropone le esperienze dell’architettura decostruttivista di Frank Gehry. Un luogo destinato alla conoscenza, con 2 milioni gli oggetti in mostra, in parte frutto di donazioni e acquisti ma soprattutto ereditati dal Museo di storia naturale Guimet, chiuso nel 2007 e sostituito ora da questo nuovo spazio espositivo: «È un museo aperto a tutti – spiega la direttrice – una volta a regime ci aspettiamo almeno 500mila visitatori all’anno».

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