Albanian sworn virgins

Maschile e femminile diventano un’unica entità nella mostra Albanian sworn virgins di Paola Favoino in corso ad AOCF58-Galleria Bruno Lisi, a cura di Francesca Orsi. Il progetto fotografico dell’artista affronta la condizione della burrneshe in Albania. Ma chi sono le burrneshe? Sono quelle donne che assumono il ruolo di capofamiglia nella società albanese, ruolo affidato agli uomini per tradizione. Possono diventare tali se rifiutano il marito prescelto per loro, se nascono solo donne in famiglia, o se decidono liberamente di assumersi il ruolo di uomo, cosa quest’ultima che è nata più recentemente in Albania. Infatti questa tradizione ha origini molto antiche ed è regolata dal Kanun, un codice di leggi consuetudinarie che risale al Medioevo. La mostra si chiama Albanian sworn virgins, cioè vergini giurate albanesi, perché le burrneshe devono rimanere vergini e perché in passato dovevano fare un giuramento di fronte a dodici anziani del villaggio per assumere questo ruolo, nella società attuale si persa la consuetudine del giuramento ufficiale, ma rimane il giuramento personale. Le mansioni pratiche e morali di cui sono investite le portano ad assumere un aspetto maschile tanto che è difficile distinguerle dagli uomini. Cambia il ruolo e cambiano le caratteristiche fisiche. Anche ad uno sguardo attento queste donne sembrano maschi a tutti gli effetti. È una trasformazione interiore ed esteriore.

L’esposizione presenta diverse fotografie fra ritratti, interni ed esterni delle case, luoghi all’aperto, che descrivono la quotidianità delle burrneshe, la loro esistenza, il loro mondo, il contesto in cui vivono. L’artista si è concentrata soprattutto sulla società rurale, ma queste donne possono dirigere un negozio o fare le postine, possono vivere in campagna o in città. Ciò che stupisce è il fatto che non ci sia una volontà di distinzione fra uomo e donna, ma che in Albania si sia creata una terza figura unica nel suo genere. Ad accompagnare le fotografie il promo del documentario che descrive in maniera completa e ben architettata la vita di queste persone con testimonianze dirette, interviste a donne comuni che parlano della condizione della burrneshe e un’intervista ad una sociologa. La scritta finale del video dice che è molto difficile trovare burrneshe giovani, sembra una tradizione destinata a scomparire. Favoino ha approfondito le tradizioni della società albanese fin dai tempi dell’università dove studiava sociologia e, dal 2011, ha intrapreso la ricerca su questa tematica che ha dato vita anche ad una mostra del 2012 presso la libreria Enaudi di Roma. Dal testo critico di Francesca Orsi: “Ma ciò che emerge da “Albanian sworn virgins” non è la rappresentazione di ruoli sociali e classificazioni di genere, ma l’equilibrato insieme di una macro-storia di un territorio con i propri “codici” e le micro-storie individuali di queste persone che incarnano altro: non donne, non uomini, ma come scrive Paola Favoino: un altro universalmente riconosciuto e accettato, con le sue regole e le sue consuetudini”.

Fino all’8 gennaio 2015 AOCF58-Galleria Bruno Lisi, via Flaminia 58, Roma. Info: 063200317; www.aocf58.it