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Vita nascente

In collaborazione con Mart, museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, il museo dell’Alto Garda presenta nella sede di Arco, la galleria civica Segantini, Vita nascente: da Giovanni Segantini a Vanessa Beecroft. Il tema centrale è la maternità a cui sono strettamente legati focus basilari come la terra, la natura, la fertilità, la donna. La location fa parte del palazzo dei Panni, edificato da Giovambattista d’Arco verso la fine del Seicento, nel 2012 intitolata al pittore divisionista Giovanni Segantini, si configura quale spazio permanente dedicato alle opere dell’artista. Oggi, nell’ambito dell’accordo di programma tra il Mag e il Mart, ci si concentra per creare un’identità con un suo spirito comunicativo culturale del territorio, senza tralasciare una forte spinta internazionale. Nella pittura di Segantini vive il mistero della maternità che per l’artista riveste un valore sacrale. Viene espresso secondo varie declinazioni, dalle Due madri all’Angelo della vita fino al Castigo delle lussuriose o Cattive madri. Con una tematica così carica di simbolismi, la mostra, a cura di Daniela Ferrari e Alessandra Tiddia, segue un arco cronologico che parte dalla metà Ottocento per arrivare alla prima metà del XX secolo, esplorando argomentazioni come la cura materna e quindi l’infanzia, in alcuni dei numerosi artisti presenti nelle collezioni dei due musei trentini.

Si può partire, ad esempio, dal dipinto di Natale Schiavoni, ripresa ottocentesca delle madonne raffaellesche, per proseguire con le versioni profane di Umberto Moggioli e Tullio Garbari, direttamente desunte dai modelli segantiniani, fino alle sculture di Andrea Malfatti, autore di uno struggente marmo intitolato Cure materne (Primo bagno). Vanno ricordati anche altri grandi autori come Eugenio Prati con Piccolo cantiniere del 1902 capace di comunicare in modo commovente con la maestosa tela del 2005 di 3 metri di Davide La Rocca, Versatore. Medardo Rosso con la scultura in cera, Bambino ebreo del 1892, mette in primo piano un intimo rapporto con la luce che sa giocare con l’opera fino a dar vita ad immagini nell’immagine stessa. Un eccezionale Umberto Boccioni in La moglie di Balla con la figlia a confronto con Massimo Campigli e la sua Madre e figlia. Nel pieno di un contesto contemporaneo, senza abbandonare il non tempo, è la Madonna di Andrea Facco nell’opera Wall#59 del 2012. Una serie di suggestioni dove è possibile approfondire la storia dell’arte con accostamenti vivi, puri, analizzandone le diverse tecniche legate a soggetti in linea con un comune denominatore. Presente anche Hubert Kostner con Bildstöckl e assolutamente attuale la Maternità con le uova di Felice Casorati. Colpisce L’immacolata di Luigi Bonazza soprattutto se osservata con Pregnant Madonna di Vanessa Beecroft, dove il ricordo di ieri si sposa alla perfezione con il domani. Un esposizione, quella di Arco, che anticipa le emozioni delle festività, riuscendo a coinvolgere il pubblico in riflessioni si già conosciute e spesso affrontare ma con nuova energia, incisiva, lontana da legami stereotipati, una nuova forza per una nuova vita.

Vita nascente, Mag, Galleria Civica G. Segantini, fino all’11 gennaio, Via Segantini 9, Arco (Tn); info: www.museoaltogarda.it