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Vuoto, Thomas Lange

È in corso alla fondazione Volume! di Roma la mostra Vuoto di Thomas Lange a cura di Davide Sarchioni. Centrale in questa opera installativa, creata appositamente per gli spazi della galleria, il concetto di vuoto che anticamente era identificato con il caos multiforme da cui si partiva per arrivare a un ordine che rappresentava il nostro mondo. Lange invece interpreta il caos secondo i parametri odierni facendo da contraltare al significato che se ne dava nell’antica Grecia e ricoprendo pavimenti, pareti e soffitti del luogo con colori, dipinti e sculture che divengono un tutto. È lo spettatore ad agire e esperire questa intenzionalità addentrandosi in un percorso organizzato nel tempo. La scommessa è quella di creare un sentiero emotivo che permetta di sentire le opere e cogliere un messaggio energetico, sentiero che arriva a una dimensione fin troppo caotica.

L’approccio diventa un corpo a corpo con l’architettura rivisitata dall’ispirazione di Lange che segue il concetto di horror vacui interpretato in una maniera personale che risulta molto carica. Il colore strabordante e la continuità dei lavori indicano la volontà di creare un’entità unica nonostante la composizione variegata delle presenze artistiche. Ricorda, per certi aspetti prettamente pittorici, l’espressionismo astratto alla Pollock. Il racconto, dislocato in diverse fasi, è percorribile all’interno della galleria. Si percepisce una sorta di disorientamento che collima con la volontà di andare verso la terza dimensione. È infatti importante la messa in atto di una pittura tridimensionale che si costruisce attraverso varie stratificazioni nel processo di realizzazione delle stesure cromatiche, dei quadri e degli oggetti, anch’essi dipinti: la tecnica è agita in un arco temporale lungo che porta Lange a riprendere varie volte in mano le singole parti dell’installazione.

Nel procedimento di stratificazione Lange attraversa l’astratto ed il figurativo: le presenze iconiche emergono e affondano nella materia pittorica e oggettuale con cortocircuiti visivi. Si riscontra una libertà espressiva istintuale e dall’altra parte si riscontra un bombardamento di colori molto barocco generato da un gesto fin troppo vivace e impattante, con sincerità di approccio. Il lavoro di stratificazione e di rapporto fra astratto e figurativo si trova nella storia di Lange fin dai suoi lavori degli anni’80 e ’90. Egli nasce a Berlino nel ’57 e si impone sulla scena artistica dell’ex Berlino Ovest fra i così detti Giovani Selvaggi già negli anni’70. Sono numerose le sue partecipazioni a mostre collettive e personali in Europa, ma anche a New York e a Tokio, ad esempio. Dagli anni ’80 ha ottenuto numerose commissioni pubbliche. Nel 1990 è invitato alla XLIV Biennale di Venezia. Negli anni ’90 stabilisce il suo atelier in Italia. Dal 2004 insegna nei corsi speciali della Reichenhaller Akademie a Bad Reichenhall e recentemente ha tenuto dei seminari presso la Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

Fino 16 gennaio 2015; fondazione Volume!; via Francesco di Sales 86/88, Roma. Info: www.fondazionevolume.com

 

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