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Premio Furla a Palazzo reale

Per la prima volta a Milano, nella Sala delle Colonne di Palazzo Reale è stato annunciato a un ricco pubblico il, anzi i nomi dei vincitori del Premio Furla: Maria Iorio (Napoli, 1975) e Raphael Cuomo (Svizzera, 1977), selezionati da Simone Frangi e Virginie Bobin. Attesa ospite e madrina della manifestazione è Vanessa Beecroft che «Come tutte le star si fa aspettare». Nell’ordine prendono parola in conferenza il direttore di Palazzo Reale, Domenico Piraina, poi Filippo de Corno, assessore alla cultura di Milano entrambi atti a elogiare il ruolo di spicco che Milano sta avendo per l’arte contemporanea. È il turno poi di Giovanna Furlanetto (presidente della Fondazione Furla) che svela: «Anticipo anche che ci sarà una retrospettiva a marzo 2015 con tutti i 10 vincitori del premio. Sarà una mappatura di un’intera generazione di artisti contemporanei italiani. Inoltre, aggiungo anche, che per i cinque finalisti di oggi è un onore il solo essere in questa short-list decisa dal duplice sguardo di curatori italiani e stranieri. È come se aveste vinto tutti!».

Il Premio Furla è oramai giunto alla sua decima edizione, e come spiegano poi Chiara Bertola (ideatrice e curatrice del Premio Furla) e Giacinto Di Pietrantonio: «Si è mosso in dieci anni da una città all’altra. È nato a Venezia […] poi si è spostato a Bologna, dove ha collaborato con Mambo, senza però dimenticare l’appoggio di Viafarini, presente sin dall’inizio». È infine il turno di Vanessa Beecroft – ideatrice del titolo di questa edizione The nude prize – che rivela: «È stato per me un compito molto difficile quello di assistere alla selezione di un vincitore. È un processo di discriminazione con cui non sono riuscita a riconciliarmi. Mi sento responsabile della continua messa in discussione, fino a pochi minuti fa. Io non ho mai vinto o partecipato a premi. I premi sono momenti in cui una decisione presa è talmente relativa che, a mio parere, creano un momento di apice con cui io trovo difficoltà a relazionarmi. Il mio consiglio a chi non vincerà è di continuare nel perseguimento della pubblica approvazione o disapprovazione, che comunque è un bene. Invito anche gli artisti a cercare di visualizzare la forma artistica con il coraggio che l’arte ha sempre dato, per mostrare le proprie idee in una forma che non sia quella solamente della parola, ma che sia visiva, in modo possibilmente rivoluzionario. That’s it.»

Dopo l’annuncio dei vincitori, la Beecroft infatti ha comunicato inoltre di voler attribuire un’indicazione ad onorem a Gian Maria Tosatti al quale sarà data la possibilità di fare una residenza a Los Angeles nello studio di Vanessa. Prossimo appuntamento dunque fissato per marzo 2015, in concomitanza con il MiArt, per la retrospettiva del Premio Furla accolta anch’essa nelle sale di Palazzo Reale.

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