Talent Prize 2014

Roma

Quest’anno il Talent Prize ha avuto un sapore particolare. La settima edizione del premio artistico ha coinciso, infatti, con il decimo anno di vita di Inside Art. Un traguardo, un risultato, una sfida. Chiamatela come volete. Fatto sta che questo doppio anniversario rappresenta una bella notizia, che consacra ulteriormente il legame tra il magazine, uno dei più letti e seguiti del settore, e il suo premio, diventato ormai una delle piattaforme più autorevoli e credibili rivolte ai giovani artisti. Due creature dell’editore Guido Talarico.
Questa sera si è inaugurata alla Casa dell’architettura di Roma la grande collettiva con le opere del vincitore Gian Maria Tosatti, dei finalisti, dei premi speciali, assegnati dagli sponsor, e degli artisti dell’atelier Wicar, tradizionali ospiti del Talent Prize. Come ogni anno una serata che ha chiamato a raccolta centinaia di invitati, tra autorità, partner istituzionali, ospiti d’onore, come il giurista Antonio Catricalà, che per il secondo anno consecutivo ha consegnato il premio al vincitore, intellettuali, critici, studenti, esperti, collezionisti e appassionati. I linguaggi a cui gli artisti hanno affidato la loro forza espressiva sono i più vari. La mostra, visibile fino al 26 novembre, colpisce per la sua varietà. Dal video all’installazione, dalla pittura alla scultura fino alla fotografia. C’è chi ha impostato la sua ricerca sul passato, chi sul futuro, chi sull’eternità. Non manca chi ha affrontato temi sociali e chi ha rinnovato il tradizionale interrogativo dell’arte sull’esistenza. E poi c’è Tosatti. Un nome che già circola da qualche anno. È stato presente anche ad Artissima e molte sue opere già hanno iniziato a viaggiare in alcuni importanti poli dell’arte contemporanea nel mondo. La giuria, composta da Anna Mattirolo, direttrice del Maxxi Arte, Ludovico Pratesi, direttore del Centro arti visive Pescheria e critico d’arte, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente dell’omonima fondazione, Alberto Fiz, direttore del Marca e Micol Forti, direttrice della collezione d’arte contemporanea dei Musei Vaticani, ha voluto dare il primo premio alla sua opera 2_Estate, un’installazione che indaga il concetto di inerzia e si pone sulla soglia tra un luogo (la vecchia anagrafe di Napoli) che non riesce più a raccontarsi e le persone che, avendo smarrito il legame affettivo con esso, non lo ascoltano più.

GLI ARTISTI
Nell’anello dell’imponente e raffinata Casa dell’architettura equivale a farsi ”attraversare” dalle opere. È questo l’effetto studiato e voluto dalle due curatrici della mostra, Arianna Ioli e Alexandra Russi, provenienti dal master in Curatore museale dello Ied, che hanno saputo valorizzare nell’allestimento l’ottima selezione di artisti selezionati dalla giuria: i finalisti Lucia Barbagallo, Elena Bellantoni, Filippo Berta, Federico Del Vecchio, Matteo Fato, Maura Ghiselli, Helena Hladilová, Francesco Napolitano e Void. In mostra anchei premi speciali Andrea Savazzi (Axa in Italia), Veronica Nalbone (Casa dell’architettura), Anna Caruso (Il Gioco del Lotto), Roberto Fanari (White Noise gallery) e Simone Masetto Maghe (Insideart.eu). (Guarda la fotogallery delle opere)

«Anche quest’anno il Talent Prize si conferma una rassegna dinamica, viva e credibile – ha detto l’ideatore del premio Guido Talarico – in grado di offrire una panoramica di assoluto spessore sui giovani talenti dell’arte contemporanea. Siamo particolarmente orgogliosi di consolidare il nostro ruolo a sostegno dei giovani. Sono loro il vivaio della nostra produzione artistica. Solo osservando i loro linguaggi possiamo farci un’idea completa e organiza degli scenari che si stanno aprendo nel settore. La grande partecipazione al premio ci indica la correttezza della nostra intuizione. E la qualità dei lavori e del risultato complessivo visibile nella mostra rafforza la nostra convinzione di proseguire in questa strada».

I PREMI SPECIALI
Il Talent Prize deve la sua vitalità non solo alla presenza degli artisti, ma anche alla capacità di coinvolgere sponsor impegnati da anni nel supporto alla cultura, all’arte e alla creatività. E a loro è dedicata una sezione del premio. Ognuno di loro, infatti, ha selezionato il proprio vincitore tra gli oltre mille partecipanti. Isabella Falautano, Corporate responsability and public affairs del gruppo Axa in Italia ha premiato stasera l’opera Mantua Landscape di Andrea Savazzi: «È un olio su tela che esprime un messaggio su un tema a noi molto caro: la tutela dell’ambiente. Con una storia di sostenibilità che stiamo raccontando con la nuova sede di Milano, uno dei pochi edifici con certificazione Leed Gold, con la promozione del dibattito sui cambiamenti climatici e con il sostegno alla ricerca sui rischi ambientali tramite l’Axa research fund».

Alfonso Giancotti, presidente del comitato scientifico della Casa dell’architettura, ha premiato l’opera Da lontano di Veronica Nalbone: «È un lavoro paradigmatico di una nuova, quanto auspicabile, modalità di percezione del paesaggio e, più in generale, della materia esistente, che bene esprime la qualità della composizione dell’immagine fotografica stessa, realizzata con straordinaria sintesi lungo la linea dell’orizzonte».

Il Gioco del Lotto ha premiato l’opera Toeletta di Anna Caruso perché attraverso sovrapposizioni di colore e allusioni metaforiche richiama alla mente lo storico connubio del gioco del Lotto con l’arte e ricorda il valore che da anni l’azienda persegue: quello di rappresentare un valido motore di cultura. Un impegno dimostrato nelle tante opere che si continuano a realizzare, tra restauri e valorizzazioni, grazie ai proventi del gioco.

Carlo Lolli Ghetti ed Eleonora Aloise, galleristi della White Noise gallery, hanno premiato la scultura Appello di Roberto Fanari: «È un’autentica scultura contemporanea. L’opera è lo specchio perfetto di un linguaggio artistico che supera le derive puramente concettuali della seconda metà del ‘900».

I lettori di Insideart.eu, ogni anno chiamati a scegliere la loro opera preferita, hanno optato per Nascita, evoluzione, morte di Simone Masetto Maghe: «Una scelta molto ricercata e per nulla banale – ha commentato Carlo Taurelli Salimbeni, product manager di Inside Art – che esprime una poetica mistica, inquieta e profonda, un’indagine interiore sul dialogo dell’uomo con la propria esistenza».

Gian Maria Tosatti si aggiudica un premio in denaro del valore di 10mila euro e la possibilità di fare una residenza d’artista a Lille e a esporre il proprio lavoro all’Espace Le Carré. A tutti gli artisti in mostra è stato dedicato l’ultimo numero del magazine Inside Art, presentato nel corso della serata, ricco di interventi, approfondimenti, interviste e immagini, con un primo piano dedicato a Tosatti.

Dal 13 al 26 novembre
Casa dell’architettura, piazza Manfredo Fanti 47, Roma
Da lunedì a venerdì 10 – 19
sabato e domenica chiuso

 

 

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