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Artissima, un bilancio. Parla Sarah Cosulich Canarutto

In un’intervista al Velino ha parlato la direttrice di Artissima Sarah Cosulich Canarutto, la fiera artistica conclusasi domenica scorsa. Il bilancio della fiera è assolutamente positivo, oltre 50mila visitatori, ha spiegato. Ma il dato più interessante da rilevare è che le vendite, a detta dei galleristi, sono notevolmente aumentate. La Camera di commercio torinese ha parlato di una ricaduta di 10mila euro nello scorso weekend, dedicato all’arte. Il 70 per cento delle persone presenti veniva dall’estero, Europa, Stati Uniti, Brasile, Medio Oriente. Tutti gli alberghi erano pieni, i ristoranti facevano anche tre turni, i tassisti non avevano mai avuto un picco cosi’ alto di frequentazioni.
Una ricaduta a pioggia su tutti gli esercizi. Bisogna però sottolineare che questa ricaduta è dovuta alla qualità di livello internazionale della fiera, dovuta a un tipo di lavoro, di ricerca, di scouting, che ha coinvolto gallerie giovani da tutto il mondo. I collezionisti vengono a scoprire i talenti emergenti a Torino, prima di poterlo fare in altre fiere. Quanto al collezionismo, la direttrice ha spiegato che in Italia è molto forte: «I collezionisti sono più attivi, sofisticati, dinamici e spesso l’arte rimane un bene-rifugio, come dimostrano le aste. Ma il collezionismo straniero è fondamentale, di grande aiuto, da sostenere. Il problema è che sull’acquisto di opere d’ arte in Italia si paga il 21 per cento di Iva, estremamente più bassa negli altri paesi, anche in quelli confinanti, come la Francia e la Germania». Esistono dei comitati di direttori e curatori museali internazionali e di galleristi, che forniscono una garanzia per opere che saranno messe in vendita. «Ad Artissima – ha proseguito la Canarutto – viene fatta un’importante selezione a monte, che garantisce una grandissima qualità, in questo consiste la nostra forza. Molti giovani artisti, negli anni passati, hanno avuto un percorso straordinario». Quanto alle performance, cui Artissima quest’anno ha dedicato un’apposita sezione, la direttrice, a proposito del loro valore commerciale, ha spiegato: «Sono sempre state considerate un evento collaterale. Noi, tramite una commissione di curatori, ne abbiamo creato una sezione commerciale. Viene rilasciato un certificato a chi l’acquista e i performers, secondo dei canoni, la rimetteranno in scena. I performers possono andare da uno fino a trenta».

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