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E l’arte ad Atene?

Qualcosa sta finalmente cambiando ad Atene. Per quale motivo il direttore artistico della Documenta 14, Learning from Athens, Adam Szymczyk, avrebbe deciso di trasferire metà della storica rassegna d’arte alla disagiata Atene degli ultimi anni? La crisi sembra in realtà aver favorito la scena artistica atenese più recente. Se da un lato il settore pubblico greco è solitamente carente nel finanziare le iniziative artistiche e culturali locali al punto tale che la Pinacoteca nazionale riceve sempre meno fondi pubblici e il Museo Nazionale d’Arte Contemporanea (ESMT) è costretto rinviare continuamente la propria inaugurazione ufficiale, diverse istituzioni estere hanno dimostrato un forte interesse per Atene. Fin dall’inizio della crisi, nuovi spazi e istituzioni sono stati inaugurati, una tendenza inversamente proporzionale al rallentamento dell’economia.

Ciò non significa che il campo dell’arte non sia stato colpito della crisi. Numerose gallerie e musei non sono infatti più in grado di organizzare mostre temporanee o preferiscono estenderne durata per ridurre i costi. I grandi musei non riescono a portare artisti importanti dall’estero o a organizzare mostre blockbuster. Questa rinascita può attribuirsi a due circostanze principali: da un lato, ci sono le iniziative di alcuni mecenati d’arte o collezionisti facoltosi come Dimitris Daskalopoulos o Dakis Ioannou, dall’altro, il lavoro di alcuni curatori che sia in forma privata che associata organizzano mostre ed eventi culturali.

La fondazione Neon, istituita dal presidente dell’associazione degli industriali greci e famoso collezionista, Daskalopoulos, dimostra un’attività straordinaria durante gli ultimi anni. Neon organizza mostre il cui obiettivo principale è promuovere l’arte in spazi pubblici, riuscendo a sorprendere costantemente gli ateniesi con le sue idee originali. La mostra di Tino Sehgal, ad esempio, trasforma l’antico foro romano di Atene in un’occasione per un dialogo filosofico. L’estate scorsa invece, la mostra A Thousand Doors, a cura della direttrice della Whitechapel Yvanna Blazwick, che ha ospitato opere dalla collezione Daskalopoulos ma anche lavori di giovani artisti, è stata accolta con grande favore. L’attività del Neon non si limita solo all’organizzazione di mostre, ma offre anche borse di studio e premi a giovani artisti e curatori.

Dakis Ioannou, noto impreditore, ha fondato nel 1983 la fondazione Deste, con una collezione di riguardo. Ioannou sin dall’inizio della sua attività ha organizzato mostre innovative per gli standard greci, spesso invitando curatori dall’estero come Massimiliano Gioni, Nancy Spector o Jeffrey Deitch. Dal 1999 ha istituito il premio Deste per giovani artisti greci, sostenendo in tal modo la produzione artistica nazionale. Questo elenco non sarebbe completo senza la Kunsthalle Athena, creata dalla curatrice Marina Fokidis, che dirigerà la parte greca della Documenta 14. La Kunsthalle Athena è stata fondata nel 2010 e ha sede in un edificio semi-abbandonato nel centro di Atene. Fokidis è anche curatrice della rivista South as a State of Mind, che diventerà il periodico ufficiale della mostra.

La Fondazione Onassis e quella di Stavros Niarchos dimostrano anche una forte attività espositiva e di finanziamento tramite borse di studio. Passeggiando per Atene, si possono incontrare numerose gallerie e spazi culturali. Tra le gallerie vale la pena menzionare la Breeder e Kappatos, ma anche l’Iset l’istituto d’arte contemporanea deputato alla creazione di un archivio per artisti greci.

Dal 1993, nel mese di maggio di ogni anno Atene ospita Art Athina, la versione greca di fiera d’arte, alla quale partecipano purtroppo poche gallerie straniere. La Grecia propone anche due Biennali d’arte, una ad Atene e una a Salonicco, entrambe dal 2007. Le prossime saranno nel 2015. Quindi nel 2017 Grecia non ospiterà solo la Documenta ma anche due Biennali. Perché non prenotare i biglietti per Atene già da ora?

Commenti

  • D_elt

    Bell’articolo! Si stanno smuovendo molte cose ad Atene.
    Ho visto il progetto per la nuova biblioteca nazionale Niarchos di Renzo Piano. Che dire…meraviglia!