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New light in Cappella Sistina

La Cappella Sistina non è più la stessa. Il fascino degli affreschi di Michelangelo da oggi è messo ancora più in risalto da un nuovo impianto di illuminazione di ultima generazione realizzato da Osram, la celebre multinazionale tedesca dell’illuminotecnica. Non c’era modo migliore per celebrare il 450esimo anniversario della morte del maestro che ha regalato all’umanità uno dei posti più belli, e di conseguenza visitati (oltre sei milioni di turisti all’anno), del pianeta. Ieri sera è stata offerta una preview di questa vera e propria installazione, è proprio il caso di dirlo, di ”ingegneria artistica”. Gli esperti della Osram hanno voluto rendere ancora più universale e immortale lo splendore di questo suggestivo spazio decidendo di sfidare l’impossibile: eludere l’ostacolo del tradizionale basso livello di illuminazione della Cappella. Il risultato è tale che appare impossibile non accorgere un brivido nel momento in cui si ammira a occhio nudo la magnificenza del nuovo effetto. Si tratta di una tecnologia al led che permette al visitatore di godere di tutte le cromie che caratterizzano le opere. Gli esperti di illuminazione hanno infatti sviluppato un sofisticato sistema in grado di aumentare il livello di illuminazione da cinque a dieci volte, evidenziando i colori degli affreschi con una luce omogenea e controllata in maniera ottimale.

Il progetto è stato realizzato da Osram, in collaborazione con i Musei Vaticani diretti dal professore Antonio Paolucci, nell’ambito di un programma sovvenzionato dall’Unione europea con un consorzio di diversi partner, tra cui progettisti di illuminazione, studiosi di conservazione e tecnici di energia e di misurazione della luce.

Parallelamente a ciò è stato migliorato anche l’impianto di climatizzazione. Anche in questo caso, come da tradizione, la committenza vaticana non ha esitato nel coinvolgere il non plus ultra dell’intelletto tecnologico: il nuovo impianto di areazione è volto a dare refrigerio ai visitatori pur mantenendo molto alto il livello di preservazione degli affreschi. La gradazione si livella automaticamente sulla base del numero di persone presenti in Cappella, mantenendo un costante equilibrio tra temperatura e tasso di umidità.

Non basta descrivere questa meraviglia. Bisogna guardare.

Foto courtesy Governatorato SCV – Direzione dei Musei

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Commenti

  • Massimo Ravecca

    Nella Cappella Sistina di Michelangelo, speculare all’Innalzamento del serpente di rame, da parte di Mosè, vi è dipinta la crocifissione di Aman, primo ministro persiano che voleva uccidere gli ebrei e poi a morire sarà lui. (cfr. Libro di Ester). Unica croce presente negli affreschi. Fa si che abbiamo una promessa (la croce di Cristo), sotto forma di minaccia. Aman protagonista negativo del carnevale ebraico, negli affreschi di Michelangelo assomiglia al Gesù giudice del Giudizio Universale. Ma in questo caso la somiglianza a cui si alluderebbe non sarebbe fisica ma funzionale. Michelangelo, in un fantastico viaggio nel tempo, avrebbe visto la morte di Gesù in croce, mentre assumeva anche il ruolo di Aman. In un carnevale si perde la cognizione di quello che si fa. “Padre perdonali, perché non sanno quello che fanno” (Lc 23,34). Gesù amando tutti sarebbe sceso il più in basso possibile per non tralasciare nessuno. Cfr. ebook/book. Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo.