Una statua mutilata, un volto incompleto, una parte sopravvissuta alla perdita dell’insieme. È intorno al frammento e alla sua capacità di assumere nuovi significati che si sviluppa Broken. Il potere del frammento, la mostra in programma a Palazzo Strozzi, a Firenze, dal 25 settembre 2026 al 24 gennaio 2027. Realizzata insieme alla National Gallery of Art di Washington, l’esposizione riunisce oltre ottanta opere provenienti da musei e collezioni internazionali, tra cui il Metropolitan Museum di New York, il Louvre di Parigi, il British Museum di Londra e il Museo Nacional de Antropología di Città del Messico. L’esposizione è organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze, e dalla National Gallery of Art, Washington ed è curata da C. D. Dickerson, senior curator of European and American art e responsabile del Dipartimento di scultura e arti decorative, e da Andrew Sears, assistant curator of northern European paintings, entrambi della National Gallery of Art, in collaborazione con Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi.



Il percorso attraversa epoche e geografie molto diverse, partendo dall’antico Egitto e dal mondo etrusco e greco-romano per arrivare alle culture premoderne di Messico, Mali, Perù e Cambogia. A queste testimonianze si affiancano opere di Giovanni Pisano, Michelangelo e Auguste Rodin, fino ai lavori di artisti contemporanei come Louise Bourgeois, Huma Bhabha, Robert Gober, Francesco Vezzoli e Danh Vo. Il punto di partenza è semplice: un’opera non smette necessariamente di avere valore quando perde la sua integrità. Al contrario, proprio la sua condizione frammentaria può raccontarne la storia, gli spostamenti, le trasformazioni e le diverse letture che si sono accumulate nel tempo. La mostra guarda quindi alla rottura non soltanto come conseguenza del deterioramento, ma anche come risultato di guerre, rivoluzioni, iconoclastie, vandalismi e calamità naturali.

dell’Osservanza / Arcidiocesi di Siena—Colle di
Val d’Elsa—Montalcino. Credits: Courtesy of the Arcidiocesi di Siena- Colle di Val d’Elsa-Montalcino. Photo Bruno
Bruchi

Bust of Religion 1815. Possagno, Museo Gypsotheca Antonio Canova,
338 Credits: Photo Lino Zanesco
Tra gli episodi richiamati nel percorso c’è anche l’alluvione di Firenze del 1966, che cinquant’anni fa mise a rischio una parte enorme del patrimonio artistico della città e aprì una lunga stagione di restauri e interventi di conservazione. Accanto ai frammenti arrivati fino a noi dalla storia, Broken considera anche gli artisti che hanno scelto consapevolmente l’incompletezza come parte del proprio linguaggio. Il confronto tra antico e contemporaneo mostra così come il frammento abbia progressivamente smesso di essere percepito soltanto come ciò che resta di qualcosa di perduto, diventando in molti casi un’opera autonoma.

Per il cortile rinascimentale di Palazzo Strozzi, Mark Manders realizza inoltre una nuova installazione pensata appositamente per la mostra, portando anche all’esterno delle sale la riflessione sull’incompletezza e sulla trasformazione della materia. Broken è curata da C.D. Dickerson III, direttore del Center for Advanced Study in the Visual Arts, e Andrew Sears, assistant curator of northern European paintings alla National Gallery of Art, in collaborazione con Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi. Dopo Firenze, la mostra si sposterà alla National Gallery of Art di Washington, dove sarà presentata in una nuova versione dal 3 marzo al 27 giugno 2027.
Broken, Palazzo Strozzi
Dal 25 settembre al 24 gennaio 2027
info: Palazzo Strozzi


