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Outdoor, moving forward

Parte finalmente allo scalo di san Lorenzo l’Outdoor urban art festival, l’ex dogana apre le porte alla street art ospitando per quasi un mese l’edizione di quest’anno. Moving Forward è l’idea che guida il progetto, il mondo dell’arte infatti sta subendo un cambiamento e, per rimanere al passo con questa realtà, la parola d’ordine è andare oltre.

Artisti provenienti da sei nazioni differenti hanno effettuato i propri interventi in uno spazio di 5.000 mq, operando in un luogo chiuso e privato contrariamente a quanto accaduto nelle precedenti quattro edizioni, svoltesi out nel quartiere ostiense. L’intera area dell’ex dogana, chiusa da oltre quattro anni, vede finalmente nuova vita attraverso un processo di rigenerazione artistica destinato ad anticiparne un’eventuale riconversione. Si spera dunque che l’arte, nello specifico la street art, possa per l’ennesima volta contribuire alla restituzione di zone abbandonate e inutilizzate alla comunità. A tal riguardo sorge spontanea una riflessione: ultimamente si abusa spesso dell’equazione arte pubblica-riqualificazione urbana influenzando la concezione stessa di questo movimento artistico, spogliato oramai della sua natura sovversiva originaria. Inoltre occorre ricordare che l’arte è un fine, prima ancora di essere un mezzo. L’artista crea in maniera disinteressata, non pensa necessariamente all’effetto della sua opera su ciò che lo circonda, ma il più delle volte tenta solo di esternare il proprio mondo interiore. È pur vero però che l’arte è sempre espressione del suo tempo e sembra quasi che gli street artist di tutto il mondo stiano semplicemente dando una risposta a ciò che le città chiedono insistentemente.

È questo forse il più palese mutamento a cui stiamo assistendo e i quindici artisti che hanno partecipato all’Outdoor non hanno certo rifiutato la sfida. Il romano JbRock invade un’intera sala col suo tratto marcato e colorato; sulle pareti prendono vita i disegni ironici e vivaci di Laurina Paperina e dell’americano Buff Monster; i greci BlaqK intervengono con le loro tipiche forme geometriche; dal Giappone le opere fluorescenti dell’emergente artista Lady Aiko portano l’oriente nella dogana; interessanti le opere dell’acclamata street artist sudafricana Faith 47 e dello stencil artist Dot dot dot che arriva a Roma con i suoi celebri loghi; i writers Brus, Ike e Hoek si scontrano a suon di graffiti sulle pareti di un intero padiglione a loro dedicato, come anche i giovani Tnec e Jack fox con le loro diverse ricerche stilistiche; la visione astratta del francese Thomas Canto fa perdere i normali riferimenti spaziali insieme all’invasione dei characters di Galo che si moltiplicano a perdita d’occhio; a chiudere il cerchio l’istallazione materica di Davide Dormino.

Tutti gli artisti si sono dovuti confrontare con uno spazio in strutturalmente complesso, «un luogo enorme – spiega la curatrice Antonella Di Lullo – che non deve spaventare ma essere parte integrante del tutto, nessuna antitesi tra contenitore e contenuto, quanto piuttosto una perfetta coincidenza e sovrapposizione in cui l’arte esprime tutto il suo carico estetico, i suoi gesti impulsivi, emozionali, geniali e sempre diversi». L’insieme degli interventi ha creato una stimolante location underground che oltre ad affascinare e incuriosire, ospiterà una vasta programmazione di eventi. Per chi non fosse a Roma, grazie alla collaborazione con il Google Cultural Institute, Outdoor 2014 è visibile al pubblico attraverso dei tour virtuali fruibili dalla piattaforma on line Street Art Rome.

Dal 25 ottobre al 22 novembre, Ex dogana, via dello scalo di san Lorezo 10, info: www.out-door.it

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