Personaggi

Giacomo Guidi cambia pelle

«La decisione di chiudere la mostra di Matteo Montani in anticipo non dipende da problemi con l’artista. La sua mostra è capitata in un momento di transizione per la nostra galleria: stiamo infatti chiudendo la sede milanese per stabilirci in quella romana, il vero cuore pulsante della nostra realtà», ha raccontato in esclusiva a Inside Art il gallerista Giacomo Guidi, spiegando le motivazioni che lo hanno indotto a interrompere nella sua galleria (galleria Giacomo Guidi) con vistoso anticipo la mostra Abissi, di Montani, in programma, teoricamente, fino al 30 novembre. L’artista non l’ha presa bene. Ha infatti parlato di profondi contrasti etici e professionali che non hanno consentito una sana e continuativa collaborazione con il gallerista. «Non c’era da parte mia la volontà di fare incappare l’artista in questa situazione – racconta Guidi – ma cose di questo tipo possono capitare. Il rapporto artista-gallerista è denso di momenti di di nervosismo o incomprensioni che si alternano a grandi soddisfazioni e successi». L’impressione che resta, quindi, è che Montani abbia avuto la sfortuna di capitare nel posto giusto, ma nel momento sbagliato. Guidi però non dimentica il percorso fatto insieme all’artista e rivendica con forza il fatto di averlo sostenuto quando in pochi credevano in lui: «Non l’ho rubato a nessuna galleria, perché quando ho cominciato a lavorare con Matteo lui non lavorava con nessuno». Nelle parole del gallerista si desumono allo stesso tempo dispiacere e fermezza per questo epilogo. Non nasconde che sta cercando di comporre questa frattura. E, soprattutto, non esclude di invitare l’artista a esporre nella galleria romana, aperta a metà settembre nel quartiere Trastevere: «Era già un mio intento» ammette.

Ma questo inconveniente non scoraggia il gallerista nel guardare avanti. Probabilmente avrebbe preferito meno clamore in questa fase di totale restyling del suo noto spazio. Perché alla Giacomo Guidi qualcosa sta cambiando. Qualcosa di cui si sa ancora poco ma che presto sarà proposto al pubblico con una programmazione che stupirà per la sua trasversalità: «La nostra galleria sta seguendo un percorso che la porterà a sfociare in qualcosa di diverso dalla ola dimensione artistica – rivela Guidi – stiamo andando verso un concetto di totale trasversalità progettuale, quindi i nostri interlocutori stanno diventando molti oltre a quelli dell’art system». Si riferisce al mondo della moda, del design, della musica, della cucina, dell’architettura, della letteratura. «La sede di Milano – spiega il gallerista – era troppo diversa da quello che abbiamo iniziato a fare».

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