Dopo tre anni di processo il writer Sqon è stato dichiarato non colpevole

Venezia

È una storia cominciata tre anni fa e finita oggi. Tutto è cominciato quando sui muri di un palazzo veneziano compaiono due personaggi disegnati a graffito. La polizia riconosce lo stile del writer Sqon al secolo Andrea Alzetta. Le forze dell’ordine così risalgono all’abitazione dell’autore e sequestrano disegni, magliette e bombolette spray poi portate in tribunale come prove della sua colpevolezza riguardo a quei graffiti. Durante la sentenza si scopre che nessuno aveva mai denunciato quei lavori illegali e che anzi, i cittadini ne erano felici :«Prima del gatto l’intonaco del muro – dice una signora – era cadente e rovinato e quando mi sono svegliata ho commentato con il vigile che qualcuno deve avermi fatto un regalo di natale perché il graffito era molto bello». Insomma, le accuse decadono anche perché non è stato possibile provare che l’autore fosse veramente Sqon, essendo questi un writer molto conosciuto è molto probabile che il suo stile è stato copiato.