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Outdoor urban art festival

All’interno dell’installazione in legno 8½ progettata dal collettivo di architetti romani Orizzontale, è stata presentata al Maxxi la quinta edizione dell’Outdoor urban art festival. Dal 2010 il festival ha ospitato grandi nomi della street art concentrando gli interventi principalmente nella zona ostiense. Quest’anno Outdoor cambia concept, non più opere mirate alla caratterizzazione di un quartiere, ma un progetto che colpirà uno spazio chiuso di 5.000 mq, l’ex dogana dello scalo di san Lorenzo. Moving forward è il manifesto di questa edizione, un movimento che spinge a guardare oltre, che vuole lanciare una riflessione differente sull’arte urbana, agendo in un luogo destinato ad essere diverso. Lo spostamento fisico dunque, come spiega la curatrice Antonella Di Lullo, sarà accompagnato da un movimento mentale ed emozionale.

Tredici gli artisti che si divideranno le sei sale dell’ex dogana, ognuna delle quali sarà destinata a una nazione, stile padiglioni della biennale. Jb Rock, Laurina Paperina, Blaqk, Faith47, Lady Aiko, Dot dot dot, Thomas Canto e Galo, ecco i nomi che stavamo aspettando. Tra le novità uno spazio riservato alle tendenze artistiche più giovani di Tnec e Jack fox e un padiglione dedicato al writing romano, dove si confronteranno Brus, Ike e Hoek. Quest’ultima scelta vuole sottolineare la stretta connessione tra graffiti e spazi abbandonati, andando oltre appunto, ma rimanendo perfettamente in linea con il luogo che ospita il progetto. Come sempre accompagneranno la manifestazione incontri musicali e culturali e non mancheranno appuntamenti dedicati al cinema. Francesco Dobrovich, direttore e fondatore di Outdoor, ha annunciato inoltre la collaborazione con il Google Cultural Institute, manifestando ancora una volta uno sguardo attento all’attualità, come aveva già dimostrato nella scorsa edizione attivando con successo un crowdfunding per finanziare il murale di Sten & Lex in via Caffaro.

NUfactory ha presentato il proprio festival con una conferenza dal titolo The street is changing, volta a indagare il ruolo dell’arte nella società contemporanea con particolare attenzione all’influenza che ha sui processi di innovazione. I relatori esponenti di diversi settori, quali l’arte, l’architettura, l’urbanistica e il marketing, hanno dato vita a un interessante talk multidisciplinare, raccontando il loro contributo al cambiamento. David Diavù Vecchiato ha parlato di Muro, di come l’artista sia dovuto tornare a confrontarsi con la gente perché, nel restituire uno spazio pubblico ai cittadini, riveste un ruolo sociale. Jacopo Gonzales della Laszlo Biro spiega invece la provocatoria operazione tabula rasa che ha svuotato le pareti dello spazio espositivo al pigneto per fare posto a una biblioteca. Per lui la street art è un movimento che si sta esaurendo, non è più avanguardia e perciò gli artisti devono fermarsi per approfondire. Questi sono solo alcuni degli interessanti spunti che la conferenza ha offerto, hanno partecipato inoltre Jean Faucheur (Le M.U.R.), Dotmaster (NUART festival), Giuseppe Pizzuto (Wunderkammern), Maurizio Moretti (Adlm architetti), Renato Fontana (talents hunter), Francesco Lipari (City Vision), Paul Von Vacano (Drago Edizioni) e Tommaso Spagnoli (SPQwoRk). Era presente anche Giuseppe Gerace, presidente del Municipio II, che ha riconosciuto l’importanza del progetto affermando di voler istituire, al termine del festival, un presidio culturale fisso all’interno dell’ex dogana.

Dal 25 ottobre al 22 novembre, info: www.out-door.it

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