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Bitume photofest

Abbiamo intervistato gli organizzatori del primo festival di fotografia contemporanea del Mezzogiorno che si sta svolgendo a Lecce fino al 27 settembre: Bitume photofest. L’evento ha letteralmente conquistato le strade della città: da porta Rudiae a piazza Sant’Oronzo passando per l’ex convento dei Teatini sino ai bellissimi palazzi Turrisi Palumbo e Tamborino Cezzi. La sezione Bitume grand tour ospita infatti tredici protagonisti internazionali della fotografia contemporanea in esposizioni esterne che invadono il tessuto storico urbano, dai balconi dei palazzi storici alle facciate di abitazioni private. Giorgio Barrera, Julia Borissova, Andrea Botto, Michele Cera, Claudio Corrivetti, Paola De Grenet, Anna Di Prospero, Lorenza Vaschetti, Ren Hang, Allegra Martin, Anastasia Rudenko, Sasha Rudensky e Pio Tarantini sono gli autori degli scatti che turisti e residenti si ritrovano a indagare con occhio (e animo) curioso grazie alle gigantografie disseminate per la città. Alcuni esercizi commerciali del centro cittadino ospitano invece la sezione Bitume fab30 che comprende fotografi emergenti under 35 selezionati tramite open call durante gli intensi mesi di preparazione all’evento. In entrambi i casi l’ubicazione delle riproduzioni fotografiche è facilmente rintracciabile grazie ad una mappa messa a disposizione sul web, scaricabile con apposita app per smartphone o nel più tradizionale e fedele formato cartaceo.

Facciamo un salto indietro: in principio era Positivo diretto, da chi è composta questa associazione e come nasce l’idea di Bitume Photofest?

«Positivo diretto è formata da quattro under 35, semiprofessionisti in vari campi della cultura e dell’arte contemporanea: Andrea Laudisa, fotografo e storico della fotografia; Beatrice Bambi, designer; Valerio Nicoletti, grafico editoriale; Gioia Perrone, fotografa e artista verbo-visiva. L’idea del festival nasce dalla voglia di mettere insieme competenze diverse, inserendosi in una rete di best practices artistiche e culturali in grado di avere un effettivo riscontro sul territorio, ed educare fasce allargate di pubblico alla visione contemporanea».

Come e quanto vi hanno supportato le istituzioni locali (e non)?

«Il festival è stato reso possibile grazie al supporto finanziario di enti pubblici e privati. La sua realizzazione non sarebbe avvenuta senza il finanziamento di Apulia film commission, che ci ospita negli spazi del Cineporto di Lecce per quel che riguarda la sezione Indoor. Un’altra parte è stata realizzata grazie alla sponsorship di istituzioni private: Svicat, Mokaffé, Cantine Due Palme, Links. Il comune di Lecce ci ha offerto il suo patrocinio gratuito, assieme con la camera di commercio e in collaborazione con confcommercio»

Raccontateci dell’estetica di Bitume e del perché street memories.

«Bitume è un gioco di parole, un omaggio alla strada: bitume come asfalto e contemporaneamente come rimando alle origini della fotografia. Il Bitume di Giudea, fu infatti il primo elemento usato per fissare un’immagine fotografica. Unendo questi due aspetti vengono fuori le memorie di strada, street memories che poi è il tema di questa prima edizione e che si propone di indagare la città come contenitore di ricordi, frammenti di immagini, storie pubbliche e private attraverso la proposta di artisti affermati sul panorama internazionale e fotografi emergenti provenienti dall’Italia ma anche dal resto del mondo».

L’estetica e la memoria della strada vengono indagate dagli artisti di Bitume photofest attraverso linguaggi e tecniche eterogenee: dal reportage alla fotografia documentaristica, dal ritratto al fotoritocco, dall’appropriazione di immagini del passato alla creazione di nuove immagini tridimensionali. Il programma del Festival è davvero denso di appuntamenti e incontri e oltre alle già citate esposizioni in e outdoor il calendario propone workshop e open talk con alcuni dei fotografi in esposizione del calibro di Ren Hang e Lorena Vaschetti. Come sono andati i primi incontri? Come risponde il pubblico della prima edizione?

«Nonostante l’organizzazione di una macchina così complessa preveda un’ovvia e forte tendenza al pragmatismo, manteniamo intatta la dimensione onirica che ci spinge sin dall’inizio del progetto, circa un anno e mezzo fa. Perciò è con meraviglia che ci approcciamo alle notizie che leggiamo su di noi o che carpiamo camminando per strada. Vedere la gente in giro con la mappa del festival ci riempie di orgoglio, nel senso migliore del termine. L’affluenza è risultata superiore alle aspettative nella maggior parte dei casi. È indubbio che il pubblico cittadino debba essere ancora sensibilizzato verso le tematiche culturali contemporanee, ma recepiamo spiragli di speranza per il futuro!».

Cosa, secondo voi che ne siete gli ideatori, caratterizza maggiormente Bitume Photofest?

«L’idea di realizzare un festival di fotografia a Lecce non segue la logica di tante iniziative simili nel settore, in giro per l’Europa, per quanto possa condividerne scelte formali e sostanziali. Quello su cui facciamo leva è il coinvolgimento, attraverso la sezione outdoor, di un pubblico non solo settoriale (fotografi e appassionati) ma anche di fruitori accidentali, in genere distratti dalla quotidianità del loro vissuto. Consideriamo anche il fatto di poter commettere errori di valutazione, consapevoli del fatto che per poter crescere bisogna anche sbagliare e riuscire a capirlo per correggere il tiro.

Il Festival si avvicina e coinvolge anche il mondo dell’editoria indipendente italiana, in che modo?

«È iniziato il 19 settembre e si concluderà domenica 21, il Bitume Photobook, una tre giorni dedicata all’editoria fotografica indipendente, fortemente voluta da noi perché questo è un tema assolutamente contemporaneo. Si tratta di un’esposizione di libri fotografici di editori italiani ed è arricchita da autopubblicazioni di artisti emergenti, con alcune chicche imperdibili a livello editoriale. Abbiamo inoltre ospitato un talk con alcuni tra gli editori più promettenti e prolifici del settore: Rumore nero, Osservatorio fotografico e Postcart. Riteniamo l’editoria come parte di un processo di diffusione culturale del mezzo fotografico contemporaneo».

Fino al 27 settembre; Lecce, varie sedi; info: http://bitumephotofest.org

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