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Frida e Diego a Palazzo Ducale

La straordinaria energia generata dalle opere disposte dalla sapiente curatela di Helga Prigniz-Poda lungo le pareti del palazzo Ducale di Genova, diventa sempre più tangibile stanza per stanza, dove le opere di Frida Kahlo e Diego Rivera si riflettono opponendosi e intrecciandosi indissolubilmente, come le loro vite. L’iconografia complessa ed enigmatica che caratterizza l’opera di Frida tradisce un perenne senso di inquietudine del sopravvivere, una ricerca ossessiva di una manifestazione concreta del suo male fisico e interiore per poterli annientare e distruggere con disperata determinazione. Con la sua forza, che tristemente si oppone alla debolezza di un fisico afflitto da un morbo congenito, l’arte è per l’artista alleata e compagna tra guarigioni effimere e inesorabili ricadute. L’arte come magico incantesimo contro la caduca presenza del corpo nel mondo. Diego e Frida: l’uno impegnato nell’affermare un’arte popolare e di sentimento nazionale, pur non disprezzando nei ritratti delle sue donne la sinuosità della femminilità colma di desiderio , e l’altra, che pur percependo il proprio limite fisico, riesce nello spazio onirico delle sue opere a celare una sensualità inusuale fuori dai canoni estetici più diffusi.

Due vite profondamente unite da un legame diventato leggenda per il suo carattere passionale, dove arte e vita si confondono tra conflittualità interiore, rivalità e ideali. Una donna vulnerabile con la grinta del leone affamato, Frida, che della fantasia ha fatto il suo universo di colori e personaggi surreali. Artista dal talento indiscusso, Diego, i cui richiami a diversi stili, dalle avanguardie Novecentesche alle meraviglie del Rinascimento italiano si rivelano di feconda ispirazione per le opere da lui prodotte nei primi anni del XX secolo. La mostra di Palazzo Ducale è straordinaria, non solo per aver sapientemente delineato la complementarietà dei due artisti a livello umano, ma anche per aver permesso che i due percorsi si intrecciassero in un sodalizio scoppiettante e irrequieto che non può non insinuarsi nella mente di uno spettatore sensibile e attento.

Dal 19 settembre all’8 febbraio, Palazzo Ducale, Piazza Giacomo Matteotti, info: www.palazzoducale.genova.it

 

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