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I Bronzi di Riace restano a casa, Maroni: «È solo una decisione politica»

Quella dei Bronzi di Riace sta diventando una saga da tormentone estivo. Oggi l’ultimo fendente è stato scagliato dal governatore lombardo Roberto Maroni: «Sono rimasti sott’acqua 2.500 anni. È solo una decisione politica», lo ha detto questa mattina a margine della sua visita al MiCam a Rho fiera, in riferimento all’idea di Vittorio Sgarbi, ambasciatore Expo per l’arte, di portare i Bronzi a Milano durante l’Expo del prossimo anno. La proposta, sin da quando è stata partorita, ha provocato la levata di scudi dalla Calabria. Gli amministratori locali calabresi, capeggiati da Simonetta Bonomi in primis, la soprintendente per i beni archeologici della Calabria, hanno pronunciato un irreversibile niet al trasferimento delle due statue greche. La motivazione ”ufficiale” è stata: sono troppo fragili, rischiano di essere danneggiati nel trasferimento. La decisione ha generato mal di pancia non indifferenti a Milano. Agli inizi di agosto, poi, lo scandalo: i Bronzi finiscono nell’occhio del ciclone per via delle foto di Bruneau, che li ritraggono con boa fucsia e perizoma leopardato. La situazione precipita e la Bonomi e Sgarbi iniziano un confronto a distanza sulle pagine di quotidiani e settimanali. La prima denuncia di essere stata raggirata. Il secondo punta il dito contro la malagestione di quel patrimonio per avvalorare la sua proposta di trasferimento. I buoni uffici vanno a farsi benedire e Reggio Calabria dopo questa storia fa calare il sipario sulla trattativa: i Bronzi non si toccano. Ma se fosse vero quanto sostiene Maroni («è solo una questione politica») la speranza di Milano potrebbe essere rinvigorita da un risultato elettorale. La Calabria, infatti, a novembre rinnova la giunta regionale. Un estabilishment diverso può cambiare molte cose. Oppure no.

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