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Allarme: il terzo autografo di Giacomo Leopardi è un falso

A Roma i carabinieri del Nucleo tutela e patrimonio artistico e culturale di Ancona sequestrano il terzo autografo dell’Infinito di Giacomo Leporadi: si tratta di un falso. A favore dell’autenticità del manoscritto si erano espressi Laura Melosi, responsabile della cattedra Giacomo Leopardi dell’università di Macerata e membro del comitato scientifico del centro nazionale di studi leopardiani di Recanati e Marcello Andria che aveva compiuto l’esame grafico. A far venire i dubbi alcuni elementi emersi dal confronto con un altro autografo a Napoli. Nonostante la datazione del terzo Infinito di Leopardi sia compatibile con l’epoca del poeta, sul Corriere delle sera, il procuratore della Repubblica di Macerata Giovanni Giorgio afferma che si tratta di «un calco, un perfetto facsimile, riprodotto ad arte per essere commercializzato». Si apre così un fascicolo con due indagati accusati di aver detenuto un documento falso per farne commercio: Luciano Innocenzi il proprietario del testo, e Luca Pernici direttore della biblioteca di Cingoli. Il manoscritto, presentato il 26 giugno alla Minerva Auctions di Roma per essere battuto all’asta con una base di partenza di 150mila euro, era stato ritirato durante la sessione a seguito dell’interessamento della Regione Marche.

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