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La Grande Guerra in mostra al Mart

Il prossimo anno ricorre il centenario dell’entrata delll’Italia nella prima Guerra mondiale. Il Mart conferma la sua centralità nel panorama dell’arte contemporanea italiana proponendo un imponente percorso espositivo che apre una profonda riflessione sul tema della guerra. Stamattina è stata presentata alla Sala del Consiglio nazionale di Roma La guerra che verrà non è la prima. Grande Guerra 1914-2014,dal 4 ottobre al 20 settembre 2015. L’esposizione, il cui titolo riprende una celebre poesia di Bertolt Brecht, si propone di mostrare come la Grande Guerra abbia fatto esplodere un mondo carico di tensioni e abbia aperto in modo drammatico il tempo in cui ancora oggi viviamo, influenzando ogni aspetto della cultura e della società. Per rendere questo concetto lo sguardo del progetto si allarga alle tante guerre dei nostri giorni e al modo di raccontarle, con la fotografia, le cronache, persino i tappeti che in Afganistan dal 2001 si sono riempiti di elicotteri, carri armati, kalashnikov. Il perché di questa scelta lo ha spiegato la direttrice del Mart Cristiana Collu: «Affrontare il tema della Grande Guerra non deve essere la commemorazione di un fantasma ma uno scenario con il quale fare i conti». Insieme a lei erano presenti il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, l’assessore alla Cultura della provincia autonoma di Trento Tiziano Mellarini e alla neopresidente del Mart Ilaria Vescovi.

GLI ARTISTI
Direttamente dalla collezione del museo o prestate da collezionisti e grandi musei internazionali ci sono le opere dell’avanguardia italiana, da Balla a Bucci, da Depero a Severini, e ancora le tele di Chagall, Licini, Martini, Morando, Sironi, tutti artisti che della guerra hanno vissuto l’esperienza, così come il cecoslovacco Josef Sudek, impegnato direttamente nel conflitto. La guerra anche come concetto, pensiero che ricorre nelle opere di Baj, Burri, Boetti, Jaar, Kentridge, solo per citare alcuni degli artisti esposti. Ma c’è spazio anche per artisti inediti al pubblico italiano, come Smadar Dreyfus che con la monumentale video installazione Mother’s Day (lunga quasi 25 metri) fa incontrare le voci di madri e figli della comunità drusa, divisa tra territori siriani e israeliani.

Dal 4 ottobre 2014 al 20 settembre 2015
al Mart, corso Bettini 43 Rovereto (Tn)
Info: http://www.mart.trento.it/

 

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