È Rocco Moliterni che sul Giornale critica la direzione del museo d’arte contemporanea di Rivoli. «Se invece di essere affidato – scrive – in nome della visibilità mediatica (che peraltro non c’è stata) a personaggi come Minoli, il museo fosse stato in mano a manager da impresa culturale, oggi avremmo mostre d’Arte Povera targate Rivoli in mezzo mondo». L’istituzione infatti ospita una cospicua collezione del movimento firmato Celant e mentre i suoi protagonisti riscuoto successi internazionali, il museo non ha lo stessa attenzione e «in queste condizioni la tanto attesa Superfondazione rischia di diventare per il museo una Super affondazione» conclude Moliterni. Rimane solo una domanda che suona come una speranza: riuscirà il neo assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Antonella Parigi a far voltare pagina la museo?


