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Kentridge live al Maxxi

Se doveva essere un esperimento, sembra che sia perfettamente riuscito. Ieri sera al Maxxi la platea era tutta concentrata a guardare in alto. Nella notte stellata le suggestive proiezioni di William Kentridge sulla parete esterna del museo hanno incantato il pubblico e l’hanno coinvolto a pieno titolo nel grande progetto che, si spera, prenda luce a fine anno sulle banchine del Tevere. Il grande artista sudafricano ha presentato William Kentridge live a Roma con Philip Miller, una serata, promossa dall’associazione Tevereterno, che ha dato sfoggio della sua grande abilità artistica e comunicativa: proiezioni dei suoi lavori, luci, ombre, musica, il tutto messo a punto per riscontrare la reazione del pubblico al cospetto di qualche ”semplice” bozzetto del progetto pensato per le sponde del fiume eterno: Triumphs and Laments. L’iniziativa è, al momento, a quanto pare, arenata per via delle solite lungaggini burocratiche. Ma l’ambiente è fiducioso. Si tratta di una serie di disegni raffiguranti personaggi e momenti che hanno segnato la storia di Roma, tutti realizzati con quel tratto apparentemente distratto e veloce di Kentridge, ma in realtà estremamente denso di un linguaggio poetico. E la ”tela” en plein air già individuata sono le banchine del Tevere, tra ponte Sisto e ponte Mazzini, nel cuore della capitale.

L’idea è quella di restituire il fiume alla città, un fiume che attualmente, nonostante sia rimasto l’unico testimone dell’eredità sociale, culturale e artistica della città, è abbandonato a se stesso. L’opera Triumphs and Laments, partorita 12 anni fa da Kentridge e dall’artista statunitense Kristin Jones, con i suoi 550 metri di estensione lungo gli argini, restituirebbe al Tevere  la dignità e l’autorevolezza perduti.
L’evento del Maxxi, in tal senso, ha rappresentato un vero e proprio workshop per avviare un confronto tra direzione artistica del progetto e il pubblico. Un confronto a cui, però, il comune di Roma non ha preso parte, almeno ufficialmente. Nonostante ciò, la volontà di andare avanti, pur nel rispetto del governo cittadino, non si attenua. L’entusiasmo cresce attorno a questa iniziativa culturale, che sta facendo da catalizzatore all’intero mondo artistico e intellettuale romano.

I prossimi appuntamenti in programma sono il grande convegno Roma spazio contemporaneo il 30 settembre all’Ara Pacis, in cui Kentridge spiegherà alle istituzioni la sua opera; e, nella stessa giornata, una vera simulazione del lavoro, dal titolo Kentridge live on the Tiber, aperta al pubblico sulle rive del fiume, a ridosso di Castel Sant’Angelo. In quei giorni, con molta probabilità, si saprà se l’opera è destinata a entrare nel bagaglio storico di Roma oppure no.

LA PERFORMANCE WILLIAM KENTRIDGE LIVE A ROMA

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