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Manuela Sain, l’artista delle star

Un’esplosione di raffinatezza e fantasia. Questa è Manuela Sain, l’artista delle star del cinema, di oggi e di ieri. Con il suo tratto squisitamente iperrealista si è accreditata, nel tempo, come una delle più richieste ritrattiste del jet set, sia cinematografico che televisivo. Una tecnica ferma, la sua, fedele all’acrilico su tela, che fa da base a una creatività estrosa e malleabile, pronta a sperimentare nuovi stimoli, nei soggetti e nella scelta dei materiali. Un’attitudine diventata col tempo una peculiarità dell’artista, tanto che i suoi quadri, talvolta, diventano teatro di dialogo tra ispirazioni delicatamente oniriche e la garbata audacia nell’utilizzo di Swarovski.

Sono tante le icone passate sotto lo screening attento dell’osservazione di Manuela Sain. Da Marcello Mastroianni ad Alberto Sordi fino a molti protagonisti della fimografia felliniana e della Dolce vita, per arrivare alle serie che ritraggono i protagonisti delle pellicole firmate da Quentin Tarantino e a quelle incentrate sulla diva delle dive: Marilyn Monroe, ritratta non solo in alcune delle sue pose più celebri, ma anche in situazioni immaginarie e ipotetiche, quasi a volerle donare la chance di realizzare i sogni più autentici ma incompiuti, per via della sua morte prematura, come il diventare mamma o addirittura nonna.

Il percorso artistico di Manuela trae spunto, ed è influenzato ancora oggi, dall’esperienza dei grandi maestri del Rinascimento. Nata a Novara nel 1969, studia al liceo artistico e poi comincia a lavorare con il suo genio creativo. Fa molte esperienze professionali, tra Lignano Sabbiadoro, Udine e altre città del nord, fino a Roma, continuando a coltivare la passione per il cinema e la pittura, ma cimentandosi in molti campi espressivi, dalla grafica pubblicitaria alla decorazione d’interni.
Ma le soddisfazioni maggiori arrivano dall’allestimento delle prime mostre con le sue opere, fino a quella che, come racconta lei stessa, ha probabilmente consacrato la sua produzione artistica: «Ero a Venezia nel 2010 – racconta – durante il Festival internazionale del cinema. Avevo esposto i miei quadri in una galleria vicina all’hotel dove alloggiava Tarantino, in assoluto il mio regista preferito, i cui personaggi cinematografici tornano molto spesso nelle mie opere. La mia incoscienza e la mia determinazione mi hanno spinta a invitarlo, con una semplice lettera, a visitare la mostra, in cui avevo esposto molti suoi ritratti. Detto, fatto. Dopo poco tempo è arrivata in galleria una sua assistente, la quale, dopo varie valutazioni, ha acquistato due opere per suo conto: Trilogia del dollaro e Kill Bill. Per me è stata una grandissima soddisfazione».
Quella mostra, poi, da Venezia si è spostata per tutti i red carpet più prestigiosi d’Europa, da Cannes a Roma. E la critica si è presto accorta di lei, riscoprendo la verità di quanto scritto già nel 2008 da Tobias Verlende, critico d’arte tedesco che, colpito dalla mostra Specchio all’A&D Art gallery di Como, incentrata sul concept Marilyn, argomentava: ”La cosa entusiasmante è la potenza di queste coinvolgenti opere e, grazie a Manuela, non potrei giurare che le scene raffigurate non siano accadute realmente”.
Il 2010 è stato un vero e proprio anno di grazia per l’artista. Mostre itineranti, successo, gratificazioni e riconoscimenti. Ha vinto, infatti, il premio Pennello d’oro a Dubai e ha partecipato a molte rassegne e concorsi in giro per l’Italia. E, sempre nel 2010, i sentieri artistici della sua ricerca l’hanno spinta anche oltre i confini della sua carriera artistica. Un suo quadro, un ritratto di Hemingway realizzato per l’omonimo premio di Lignano Sabbiadoro, è stato galeotto del suo innamoramento con il suo attuale compagno, il direttore di Rai Sport Mauro Mazza (all’epoca direttore di Rai Uno, ndr).

Oggi Manuela Sain vive a Roma, dove continua a lavorare per importanti committenze. Non predilige l’intermediazione delle gallerie d’arte, ha scelto la via della totale indipendenza artistica, senza mai rinnegare il suo stile e, soprattutto, senza abbandonare quella sua vitalità e quell’estro creativo che l’ha resa popolare e apprezzata dal suo pubblico.

Info: www.manuelasain.com

Foto cortesia dell’artista

 

 

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