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Le foto di Christopher Makos

Appena inaugurata alla galleria Carla Sozzani di Milano la mostra Altered Images una raccolta di scatti di Christopher Makos. La mostra presenta una selezione di 62 immagini realizzate tra gli anni ’70 e gli ’80, tra le quali 8 fotografie di grandi dimensioni della serie Altered Images, scattate nel 1981. Le fotografie – omaggio al lavoro di Man Ray che aveva ritratto Marchel Duchamp nei panni del suo alter ego femminile Rrose Selavy – ci mostrano Warhol, fotografato in modo quasi seriale, su sfondo bianco, con differenti parrucche, o trucco applicato sul volto: «Altered Images – spiega Makos – è una ricerca e un gioco sul tema dell’identità. Non si tratta di travestirsi da donna, tanto è vero che durante gli scatti decidemmo di non utilizzare nessun abito femminile, ma soltanto trucco o parrucche».

Allievo di Man Ray e definito da Andy Warhol il più moderno dei fotografi americani, Makos ha documentato la New York degli anni ’70 e ’80, affascinato in particolar modo dall’emergente scena punk, realizzando una serie di ritratti che hanno fatto la storia della fotografia: da Tennessee Williams a Halston, John Paul Getty III, David Bowie, Grace Jones, Patti Smith, Richard Hell, Tom Verlaine, Alice Cooper o Iggy Pop. L’incontro con Andy Warhol segna l’inizio della loro amicizia e collaborazione artistica, Makos diviene il testimone visuale dei retroscena, delle stravaganze e degli eccessi, dei momenti di straordinaria vita quotidiana di Warhol e di tutte le grandi star e i giovani artisti che transitavano nella Factory. «Queste sono tutte persone molto famose – aggiunge il fotografo – ma per me, all’epoca, erano semplicemente le persone con le quali passavo le mie giornate: erano i miei amici, o i miei vicini di casa. Erano le persone con le quali lavoravo. Era naturale che le fotografassi, erano sempre intorno a me, erano i personaggi che caratterizzavano la mia vita e io ho sempre usato la fotografia come una sorta di diario personale, un modo per ricordare quello che facevo, come vivevo».

La mostra itinerante, curata da Gianni Mercurio e presentata da Ports 1961 debutta in anteprima a Milano, per poi spostarsi in altre sette capitali mondiali. Per celebrare la collaborazione con l’artista, Fiona Cibani, direttore creativo di Ports 1961, ha ideato una speciale capsule collection che cattura l’essenza dell’opera di Makos utilizzando come grafiche tre suoi ritratti di Andy Warhol tratti dalla serie Altered Images.

Fino al 3 agosto, galleria Carla Sozzani, corso Como 10, Milano; info: www.galleriacarlasozzani.org

 

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