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Aspettando la Cinquina

«Già da tempo cominciavo a pensare a un nostro premio, un premio che nessuno ancora avesse mai immaginato. L’idea di una giuria vasta e democratica che comprendesse tutti i nostri amici mi sembrava tornar bene per ogni verso; confermava il nuovo acquisto della democrazia». Parlava così Maria Bellonci nel 1947 quando, insieme al mecenate Guido Alberti, prendeva corpo l’idea di istituire un premio per scrittori e letterati. Un riconoscimento che contribuisse alla rinascita culturale dell’Italia del dopoguerra grazie agli Amici della domenica, un salotto d’intellettuali allora, un corpo elettorale di quattrocento persone della cultura nazionale oggi.

Fin dagli albori, quindi, il premio Strega è stato indicatore del mondo letterario italiano, raccontandone i cambiamenti, la lingua, lo stile e le tradizioni. Oggi, giunto alla sua sessantottesima edizione, il premio legato inconfondibilmente all’omonimo liquore, si rinnova con un programma ricco di iniziative includendo scuole, librerie indipendenti, case editrici e gli istituti di cultura italiana presenti all’estero. Elementi che altro non fanno che rafforzare la caratteristica forza catalizzatrice dell’evento che rimane il maggiore punto di riferimento nel panorama culturale nostrano.

A presentare il programma, punto per punto, nella conferenza stampa di questa mattina: Tullio De Mauro, presidente della fondazione Bellonci, Giuseppe D’Avino, amministratore delegato di Strega Alberti Benevento S.p.a., Michela Di Biase, presidente della commissione cultura di Roma Capitale, Stefano Petrocchi, direttore della fondazione Bellonci, Giuseppe Gori, vicepresidente di Unindustria e Maurizio Stirpe, presidente di Unindustria (importante novità nei partner di questa edizione) che dichiara: «Unindustria ritiene che, tra gli elementi decisivi per la crescita del nostro territorio, ci siano l’incremento e la valorizzazione delle sue aziende culturali, di cui le imprese editoriali costituiscono un perno centrale».

Si respira aria di novità e fermento, insomma, questo mese: dalla premiazione del vincitore Strega giovani il 9 giugno, alla Camera dei deputati, alla presentazione dei cinque finalisti in casa Bellonci, sede della fondazione, mercoledì 11 giugno. Bisogna però aspettare ancora per conoscere il nome del vincitore, svelato il 3 luglio al Ninfeo di villa Giulia insieme a quello del premio Strega europeo, riconoscimento ideato dalla fondazione Bellonci in collaborazione con la casa delle Letterature e Letterature festival internazionale di Roma, scelto anche qui tra cinque opere finaliste. Prima e dopo la proclamazione, il calendario di finalisti e vincitori è estremamente ricco: Umbria libri, a Perugia, Aspettando Giffoni ad Avellino, l’istituto italiano di Cultura a Vilnius, il festival Caffeina cultura a Viterbo, il festival Il libro possibile a Polignano, per dirne solo alcuni; fino alla presentazione dell’opera premiata il 3 settembre al teatro Vespasiano di Rieti.

Una viva e intensa partecipazione per coinvolgere proprio tutti, anche gli ambienti apparentemente più distanti dalla cultura e per oltrepassare, attraverso i viaggi della letteratura, anche i confini geografici e linguistici europei «all’insegna – per dirla con le parole di Petrocchi – della reciproca conoscenza di popoli e culture».

Info: www.premiostrega.it

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