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La cultura italiana raccontata da Llosa, Baricco e Storaro

Viaggio come rapporto tra realtà e finzione, come percorso mentale che sfocia nella scrittura e come percorso visivo che dal testo scritto approda alla finzione cinematografica. Questo è stato il tema chiave del viaggio nella cultura italiana, declinato in diversi aspetti, il filo conduttore di una iniziativa che, alla Georgetown University di Washington, ha visto tre grandi nomi del cinema e della narrativa: il Nobel 2010 per la letteratura Vargas Llosa, lo scrittore pluripremiato Alessandro Barricco e il direttore della fotografia, tre volte premio Oscar, Vittorio Storaro, discutere e confrontarsi nella Gaston Hall, la storica sala delle grandi occasioni del celebre ateneo.
Un viaggio che lo scrittore e drammaturgo peruviano ha voluto interpretare alla luce del Boccaccio e della sua opera monumentale, il Decameron, per lui grande fonte d’ispirazione e creazione narrativa. Più personale l’idea del viaggio interiore e silenzioso che, secondo Baricco, compie lo scrittore nel momento in cui interpreta la realtà e la riproduce in parole e pagine. Viaggio nella luce e negli effetti speciali, a partire dalle suggestioni dei grandi maestri dell’arte italiana, per Storaro che al pubblico ha presentato la sua idea particolare di viaggio visivo tra scrittura, immagine e composizione cinematografica.

L’evento, frutto della collaborazione tra l’Ambasciata d’Italia a Washington e il neonato Georgetown university Italian Research Institute, si inserisce pienamente nel solco lasciato dal 2013 Anno della Cultura, la manifestazione della Farnesina per promuovere la cultura italiana negli States.

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