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Arte e scienza per sostenere la candidatura a Capitale della cultura 2019

La scienza come trasmissione dinamica dei saperi e la necessità della collaborazione tra scienziati e storici dell’arte. Sono state queste le tematiche protagoniste del secondo dei Giovedì della capitale, un ciclo di incontri aperti al pubblico già sperimentato lo scorso anno, che rientra nel progetto di candidatura di Perugia 2019 con i luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria a capitale europea della cultura. Nella biblioteca dell’Accademia delle belle Arti di Perugia, si è svolto l’incontro sul tema Scienza-arte: una sinergia importante per Perugia-Assisi capitale europea della cultura 2019. Un’occasione per presentare casi studio e iniziative che costituiranno un contributo al percorso progettuale della candidatura di Perugia 2019. Relatori dell’iniziativa, coordinata da Arnaldo Colasanti, sono stati Antonio Sgamellotti, accademico dei Lincei e professore di chimica all’università di Perugia, e Paolo Nardon, docente di antropologia dell’arte all’Accademia di belle Arti. Sgamellotti ha illustrato il Molab (laboratorio mobile per indagini non invasive su opere d’arte), unica infrastruttura mobile riconosciuta dalla Commissione europea. Il Molab è ambasciatore di Perugia e dell’Umbria in Europa per la scienza della conservazione, con oltre 170mila chilometri percorsi per raggiungere i più importanti musei europei. Nei suoi dieci anni di attività ha ottenuto risultati di rilievo studiando capolavori di grandi artisti del passato tra cui Cimabue, Giotto, Perugino Raffaello e Leonardo, e opere di artisti moderni e contemporanei, quali Van Gogh, Mondrian, Munch, Picasso, Burri e De Dominicis. Da parte sua, Nardon ha analizzato le implicazioni teoriche connesse ai rapporti tra arte e scienza a partire dalle strette affinità che legano ricerca e scoperta nei pur differenti ambiti disciplinari.

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