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Graffail: la fanzine che riqualifica i graffiti brutti

Tra street art e semplici imbrattamenti il confine è breve e il rischio di fare confusione molto alto. Graffail è una fanzine nata a Brescia da un’idea di Mattia Talarico che raccoglie nelle sue pagine fotografie di opere brutte e senza senso che popolano a milioni i muri di tutte le città. Una pratica lontana anni-luce da quella che viene definita comunemente street art, eppure a suo modo con un significato che Graffail vuole portare allo scoperto. «Il nostro non deve essere inteso come uno scherno – spiega Talarico alla rivista Studio – Io, per assurdo, continuando a fotografare roba brutta, ho cominciato ad apprezzarla. Ho sempre avuto il gusto dell’orrido ma ora i miei occhi hanno un filtro che mi fa apprezzare le cose brutte che vedo. Perché chi scrive in quel modo secondo me ha una sensibilità, un’ingenuità e una sincerità che magari noi addetti ai lavori con tutte le pare che ci tiriamo non abbiamo più». Un problema però c’è: la comunità dei writer è spesso accusata di imbrattamento degli edifici pubblici, causato soprattutto dalle “opere” mostrate nella fanzine bresciana, ma Talarico ribatte: «L’alternativa sarebbe togliere voce ai muri. E invece i muri parlano, dicono qualcosa delle persone, e Graffail è proprio questo: dare voce ai muri, non solo a quello che può piacere a tutti, guardare il lato oscuro dei muri. È un progetto di sincerità pura».

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