From studio to my studio

Napoli

La galleria Dino Morra arte contemporanea presenta, oggi, 9 maggio, la personale di Francesco Bertelé a cura di Chiara Pirozzi. Per gli spazi della galleria l’artista realizza un grande lavoro di ingombro dello spazio, costruito in stretta relazione con la sua architettura, e di riproposizione in una sede diversa di un elemento naturale da lui vissuto. La mostra si costruisce in seguito a un lungo processo corporale ed esperienziale che l’artista compie a partire dall’individuazione di un masso erratico, visibile in prospettiva lineare dalla finestra del suo studio. Attraverso un percorso a piedi, Bertelé stringe una relazione fisica e mentale con la grande roccia in granito serpentino, depositata in modo inusuale sulla cresta del crinale di montagna di fronte alla casa-studio dell’artista, nella foresta regionale dei Corni di Canzo, trasportata dai ghiacciai in espansione durante le ere glaciali. Le installazioni ambientali di Bertelé rappresentano visioni nuove del mondo, una prospettiva alternativa che parte dall’esplorazione dei luoghi. Attraverso un procedimento di mappatura e di archiviazione di segni ed elementi presenti nel paesaggio naturale, l’artista produce nuove situazioni di apprendimento, per mezzo di tracce sul territorio che si elevano a condizioni personali e intime. Il progetto è contenitore di altre due opere autonome e inedite, parti di un diverso corpus dal titolo Assenza d’opera, respiro. Un processo di rielaborazione, in cui la natura si fa introspezione, e l’abitato diviene abitante. Fino al 31 luglio nella galleria napoletana.