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Accademia Abadir, il design a Catania

L’Accademia Abadir è un’istituzione privata dedicata alla formazione legalmente riconosciuta dal ministero dell’Università e della ricerca. Nel 2010 lancia Abadir design, un dipartimento, sotto la consulenza scientifica di Vanni Pasca, orientato alla formazione di designer capaci di progettare la nostra contemporaneità e sviluppare idee per dare forma e senso alle continue innovazioni che segnano il nostro tempo. Tra il 2012 e il 2013 le attività speciali di Abadir design hanno ospitato alcuni dei progettisti più attivi nel panorama recente del design italiano ed europeo: Giulio Iacchetti, designer con base a Milano, compasso d’oro nel 2001 insieme a Matteo Ragni per il progetto Moscardino; i Lagranja design, studio italo-spagnolo con sede a Barcellona, firma di prodotti per Foscarini, Poltrone Frau, Metalco e Palucco e altri; e Francisco Gomez Paz, designer argentino con base a Milano autore di alcuni dei più importanti progetti per Luceplan e Danese. Tutti i workshop didattici sono stati inaugurati con una conferenza aperta tenuta dai progettisti che hanno illustrato il proprio percorso progettuale a studenti, architetti, insegnanti e progettisti.

Queste occasioni formative sono state dunque anche opportunità importanti per sensibilizzare il contesto ai temi del progetto oltre che per veicolare il valore della sinergia tra il progettista e le aziende. Secondo imbrunire era il titolo del workshop di Iacchetti. Nato all’interno delle attività didattiche del master in product design Out of the door, si proponeva di esplorare le possibilità del materiale vulcanico e sperimentarne le caratteristiche nella produzione di oggetti. Vamos a la Playa, è stato invece il laboratorio condotto da Gabriele Schiavon e José Manuel Fernandez, di Lagranja design, che per Abadir hanno pensato a un altro tema legato alla natura del territorio siciliano: il design di dispositivi per la spiaggia, la battigia, il mare. Driven by curiosity invece il titolo del laboratorio di Gomez Paz. Così ne ha spiegato il senso: «La curiosità come strumento fondamentale per la comprensione del mondo ma soprattutto come innesco del processo creativo». Finito alcuni giorni fa il laboratorio leformedellacqua, nato da un’idea di Massimo Tepedino e Vittorio Venezia e condotto da quest’ultimo, con la collaborazione di due giovanissimi designer, Giorgio Laboratore e Andrea Signoretto. Aperto sia agli studenti del corso triennale in design e comunicazione visiva, sia a quelli del master, il workshop voleva esplorare il mondo delle scoperte accidentali, un percorso guidato dalla prima intuizione alla realizzazione fisica dell’oggetto.

In parallelo, Abadir insieme a Idlab, ha iniziato tra il 2012 e il 2013 una serie di esperimenti dedicati alla formazione online, o meglio esperimenti di blended learning in cui l’esperienza fisica dei laboratori si amplifica con l’intorno social del mondo digitale, generando una serie di contenuti che si scambiano e si diffondono grazie alla rete. Tra questi la piattaforma whoami, un gioco di ruolo ambientato nel mondo del progetto; design 101, un corso di design online sviluppato per la startup tedesca iversity che avrà inizio tra fine ottobre e i primi di novembre; ceramic futures, un design challenge tra gli studenti di quattro scuole diverse: Glasgow school of art, Ied Roma, Politecnico di Milano e l’Accademia Abadir.

A cura di Lucia Giuliano, direttrice dell’Accademia di design e arti visive Abadir, via Giacomo Leopardi 8, S. Agata Li Battiati Catania). Info: www.abadir.net

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