Inaugura oggi, 5 maggio, presso l’associazione AOCF58, galleria Bruno Lisi di Roma, la personale di Giancarla Frare. Per l’occasione l’artista di origine veneta, ma romana da anni, espone un ciclo di lavori inediti, realizzati con china e pigmenti naturali su carta e innesti fotografici, ispirati alla scultura dell’abbazia di Trisulti che presidia la piazza di Collepardo. Nella sua attività artistica, la Frare, spazia dall’incisione alla pittura, mescolando la vena figurativa con l’astrazione, a cui spesso aggiunge particolari innesti fotografici. Domina la mostra il leone, figura mostruosa nell’immaginario medievale, simbolo di difesa della città e, al tempo stesso, di una forza contenuta. Nelle opere in mostra un dialogo con il passato e le sue vestigia: come avviene nelle fotografie di angoli del Palatino incastonate in uno spazio mentale, o le allegorie barocche dominate da profondi e violenti chiaroscuri che quasi corrodono l’immagine, che appare solo parzialmente e distorta. La mostra, quindi, curata da Francesca Gallo, allude a un pericolo: quello di spingersi oltre il limite del conosciuto e avventurarsi verso territori ignoti che poi sono quelli della mente e della memoria che tormentano l’uomo contemporaneo. In mostra nella galleria romana fino al 30 maggio.


