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Oltre, le soglie dell’invisibile

La mostra Oltre. Le soglie dell’invisibile vuole indagare il tema del trascendente attraverso un percorso che pone in dialogo autori emblematici della contemporaneità e immagini storiche di soggetti religiosi, grazie ad accostamenti tematici, mostrando la continuità di “valori” tra epoche, culture e modalità espressive diverse. Le opere sviluppano così una narrazione, tramite cui interpretare contenuto di senso affini, pur attraverso linguaggi differenti. L’oltre rimanda al limite, al confine, alla possibilità di superare barriere, interiori ed esteriori, ma anche a ciò che è inafferrabile, inaccessibile, indefinibile, che si sottrae al possesso e alla dominazione dell’uomo. È questa una dimensione, che se l’arte antica ha sviluppato percorrendo soprattutto le strade della figurazione narrativa, in una continua reinterpretazione dei racconti biblici, l’arte contemporanea ha invece indagato esplorando nuove forme espressive, come quelle legate all’astrazione.

Il percorso espositivo prende avvio nelle Gallerie d’Italia – Piazza Scala e si apre con la sezione dedicata al tema Aspirazioni d’infinito, in cui sono presentate opere di Lucio Fontana – del quale La fine di Dio, 1963 (nella foto) – Alberto Burri e Giuseppe Santomaso, accanto ad alcune icone russe (XIII al XVIII secolo). Se le icone rivelano l’irrompere del divino nella nostra realtà terrena, Fontana mostra, attraverso gli squarci sulla superficie, il desiderio di attraversare la pelle del reale, perché possiamo dischiuderci alla dimensione dell’oltre, dell’infinito. Il secondo momento, Tra terra e cielo, si focalizza invece sulla tematica del dialogo-passaggio dalla dimensione terrena a quella celeste, sviluppandosi intorno alla scultura di Hidetoshi Nagasawa che interpreta la figura simbolica dell’Axis mundi – simbolo del collegamento tra cielo e terra e inferi che viene a definire lo spazio sacro, e al grande dipinto di Mario Sironi rappresentante un uomo mentre vanga il terreno (L’agricoltore, 1928). Si viene in questo modo a creare un ideale dialogo tra la discesa alle viscere della terra e la risalita verso il cielo.

La mostra prosegue nella Galleria San Fedele con la sezione Per grazia ricevuta, dove si articola un dialogo tra più di venti ex voto (dal XIV al XX secolo) e una serie di opere di Mimmo Paladino, bellissime reinterpretazioni di alcuni aspetti legati alla tradizione popolare. Di fronte ai drammi della vita, l’uomo si rivolge qui a un «oltre», al quale chiedere aiuto e sostegno. Una grazia. Il suo sguardo si rivolge in questo modo verso l’alto, verso il cielo, verso un «divino» che assume i tratti di un «tu» personale. Il sentimento vissuto è quello della fiducia, senza la quale la vita umana rischierebbe di chiudersi nella sterilità del non senso. Si continua con la sezione Nella luce divina, una riflessione sulla luce – simbolo di trascendenza – attraverso l’accostamento di due tavole medievali, l’Incoronazione della Vergine (Lorenzo di Niccolò Gerini?), della seconda metà del Trecento e Storie del Battista di autore ignoto (1300-1330) e due dipinti di Ettore Spalletti, artista che da sempre concentra la propria attenzione intorno al valore assoluto e impalpabile del colore. È come se il contenuto di senso delle due opere antiche, che parlano di martirio e di cielo (Storie del Battista), di intimità e di comunione (Incoronazione della Vergine) si trasformassero nella tensione dei colori dell’azzurro con i riflessi del rosso e nella dolcezza del bianco dalle tonalità rosa.

Il percorso si conclude negli spazi della chiesa di San Fedele con l’opera di Claudio Parmiggiani, progettata appositamente per l’altare maggiore. È questo uno dei rari interventi in Italia di arte sacra pensato da un artista per una chiesa, partendo da una riflessione biblica e teologica. Parmiggiani riflette sul tema del volto di Cristo, in particolare sul velo della Veronica. Nella sua opera, il volto si condensa nello strumento del suo supplizio, assumendo la forma di una corona di spine, in nichel e oro. Si tratta di un elemento circolare che, legandosi alle aureole delle statue dei santi, collocate nel ripiano inferiore dell’altare, diventa corona regale del figlio di Dio che si manifesta sub contraria specie, nel suo contrario. Il simbolo di martirio si trasforma in un simbolo di gloria. L’«oltre» è qui segnato dal passaggio dalla morte alla vita.

La mostra è promossa da Intesa Sanpaolo e dalla fondazione culturale San Fedele. Le 42 opere in mostra provengono dalle raccolte Intesa Sanpaolo, da altre collezioni italiane (collezione della Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia; collezione Fondazione Pgr – Per grazie ricevute; collezione di Confagricoltura Milano, Lodi e Monza Brianza) e da prestiti concessi dagli stessi artisti coinvolti. Due sono state ideate per il progetto: la scultura di Nagasawa e la Corona di spine di Parmiggiani. La mostra è a cura del sottoscritto, direttore della Galleria San Fedele, e di Francesco Tedeschi, curatore della sezione del Novecento delle Gallerie di Piazza Scala. La mostra Oltre. Le soglie dell’invisibile è da oggi al 29 giugno a ingresso gratuito nelle tre sedi espositive. Luoghi e orari: Gallerie d’Italia – Piazza Scala, piazza della Scala 6, Milano, da martedì a domenica dalle 9.30 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18.30), giovedì dalle 9.30 alle 22.30 (ultimo ingresso ore 21.30). Lunedì chiuso. Galleria San Fedele, via U. Hoepli 3/a-b, Milano, da martedì a sabato dalle ore 16 alle 19. Chiesa di San Fedele, piazza San Fedele 4, Milano, da lunedì a venerdì dalle 9 alle ore 16, domenica dalle 15 alle 18.30. Sabato chiuso. Info: www.gallerieditalia.com

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