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I borsisti di Villa Massimo

C’è qualità e autorevolezza nei lavori dei borsisti dell’Accademia Tedesca di Roma a Villa Massimo. Ieri sera, sotto gli occhi del direttore dell’istituto Joachim Blüher (a sinistra nella foto con Marco Delogu), sono stati presentati i nuovi arrivati, che hanno aperto per la prima volta gli atelier e hanno esposto il lavoro al pubblico. Il clima nordico che nel pomeriggio si era abbattuto sulla capitale ha contribuito a creare un clima mitteleuropeo nel viale degli Artisti di Villa Massimo, ma entrando negli Open Studios, in ognuno dei quali gli artisti avevano allestito una propria vetrina artistica, il clima che si respirava era internazionale. Del resto molti di loro hanno già fatto esperienze prestigiose in fiere mondiali o in progetti curati da alcuni dei più blasonati musei.
La borsa di studio è il premio dell’Accademia a dieci giovani che si sono distinti nei campi dell’arte figurativa, dell’architettura, della letteratura e della musica. Sono tutti giovani, non superano i quarant’anni, e possono già vantare i primi riconoscimenti pubblici. Il soggiorno a Roma consente loro di trovare ispirazione e orientamento artistico liberi da difficoltà economiche.
Il sistema delle borse di studio concesse agli artisti dalle Accademie nazionali all’estero è una frontiera alternativa del mecenatismo, che alimenta la ricerca e la sensibilità dei creativi, dando loro la possibilità di dedicarsi a un’esperienza ricca di stimoli e contaminazioni senza il problema del mantenimento. Un vero e proprio periodo di studio, durante il quale l’artista diventa motore di arte, cultura e innovazione.

Chiacchierando con molti di loro si percepisce che hanno già le idee abbastanza chiare su come organizzare il lavoro che li aspetta. L’Italia, e Roma in particolare, rappresenta per loro un calderone ricco di emozioni da vivere, da cui lasciarsi penetrare, soprattutto per quelli di loro che mettono per la prima volta piede nella città eterna. Sono tutti interpreti di varie forme espressive, dalla musica alle arti visive.

I BORSISTI
Eli Cortiñas è nata a Las Palmas (Spagna) nel 1976 e vive a Berlino. Ha studiato allo European film college in Danimarca e alla Kunthochschule für medien di Colonia. Nel suo studio ha presentato le installazioni video fra cui Confessions with an open curtain.

Thilo Folkerts è nato in Bassa Sassonia nel 1967. Ha fatto studi di pianificazione paesaggistica alla Tu di Berlino e ha svolto attività didattica alla Eth di Zurigo, alla università di Montréal, alla Tu di Berlino, alla Staatliche Akademie der Bilinden Künste di Stoccarda.

Hanna Eimermacher è nata a Duisburg nel 1981. Vive e lavora a Berlino. Ha compiuto studi di composizione con Beat Furrer, Younghi Pagh-Paan, Mark Andre e Pierluigi Billone. Ieri sera è stata presentata  la sua composizione Rollende Wolken gezogener Flügel (2010), interpretata dai musicisti della Internationale Ensamble modern Akademie all’Opera di Francoforte.

Vito Zuraj è nato a Maribor (Slovenia) nel 1979 e vive a Karlsruhe. Ha fatto studi di composizione con Wolfang Rihm e all’Accademia Tedesca ha esposto i suoi particolari spartiti lasciando ascoltare i suoi brani tramite registrazione.

Hans-Christian Schink è nato a Erfurt nel 1961, vive a Berlino e ha studiato fotografia/masterclass alla HGB di Lipsia. Nel suo atelier ha presentato le pubblicazioni di cinque progetti da lui realizzati.

Jan Fabian Edler è nato a Colonia nel 1970 e vive a Berlino. Ha studiato architettura ad Aquisgrana e a Londra. Insieme al fratello Tim realizza installazioni artistiche e ibride su scala urbana e architettonica. Ieri sera ha messo in mostra una selezione di lavori terminati e di altri ancora in progettazione.

Martin Mosebach è nato a Francoforte nel 1951. È stato insignito, tra l’altro, del premio Heimito von Doderer e del grande premio di Letteratura della Bayerische Akademie.

Annika Larsson è nata a Stoccolma nel 1972 e vive a Berlino. Ha studiato al Royal College of Fine Arts di Stoccolma. Ieri sera ha fatto vedere due interessanti video: In Blind (2011), in cui benda dei giocatori di calcio che giocano a pallone, facendo calare lo spettatore in una dimensione parallela, e Blue (2014), un’opera foot-footage, storiadell’Europa di oggi raccontata attraverso corpi e movimenti che hanno perso il controllo.

Nasan Tur è nato a Offenbach nel 1974 e vive a Berlino. Ha studiato alla HfG della sua città e alla Städelschule di Francoforte. Nella sua presentazione, ieri sera, ha esposto una raccolta di suoi lavori degli ultimi anni, fra cui video e fotografie.

Oswald Egger è nato a Lana, in Italia, nel 1963. Vive nella stazione missilistica di Hombroich ed è professore di linguaggio e forma alla Muthesius Kunsthochschule di Kiel. Ieri sera il suo intervento metapoetico in lingua tedesca ha salutato l’arrivo dei borsisti nella capitale.

Il regista e sceneggiatore Jan-Ole Gerster, infine, ha proiettato scene dal suo film Oh Boy (2012, Oh Boyun caffè a Berlino)

Questi artisti si fermano a Roma fino alla fine dell’anno e al termine del loro periodo di residenza allestiranno una mostra con i lavori realizzati in questo periodo sulla base delle esperienze vissute e affrontate in questo periodo.

Info: http://www.villamassimo.de/it

Foto: Alberto Novelli – Cortesia Accademia Tedesca Villa Massimo

 

 

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