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Cine dreams al planetario

Fondazione Nicola Trussardi, Miart 2014 e il Civico planetario Ulrico Hoepli cosa potranno mai fare insieme? Di certo qualcosa di veramente ex-grege, fuori dal comune. Infatti con Cine dreams, le tre realtà milanesi danno vita a un piccolo ma eccezionale festival dell’arte. Il progetto, dal sapore pienamente contemporaneo a cura di Massimiliano Gioni e Vincenzo De Bellis, comprende diverse tecniche comunicative come l’installazione, la proiezione multimediale, l’intervento sonoro e i video, tutte incentrate su storie di costellazioni e di universi che guardano a una vera consapevolezza dell’oggi. La collaborazione della fondazione con Miart cresce nella sua azione di supporto e valorizzazione delle espressioni più originali dell’arte e della cultura contemporanea, portando i linguaggi più sperimentali del nostro tempo in spazi inusuali, sublimando la loro funzione per creare ciò che spesso solo la fantasia può far vivere.

Nei prossimi giorni il planetario avrà una duplice personalità, entrambe dedicate a una esplorazione culturale del mondo esterno per capire il nostro io più profondo. L’edifico, degli anni ’20, nato grazie a Hoepli su progetto di Piero Portaluppi è donato alla città di Milano nel 1929, inaugurato l’anno successivo, fu il secondo planetario costruito in Italia, dopo quello di Roma, dotato di una tecnologia all’avanguardia per proiettare l’immagine del cielo stellato sull’intera cupola del diametro di quasi 20 metri. Oggi è il più grande della penisola e il più attivo, con un pubblico complessivo di circa 5 milioni di visitatori. Gli incontri mirano alla ricerca di vera conoscenza dove il confronto è con e tra diverse discipline, dall’ottica al teatro, dall’informatica alla letteratura, in un viaggio verso nuovi mondi possibili. Le serate di venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 marzo, dalle 22.00, sono animate da opere di Stan VanDerBeek, Jeronimo Voss e Katie Paterson concepite appositamente per planetari e per l’occasione ripensate per il prezioso edificio in stile neoclassico. Il programma apre con Cine dreams, che dà il titolo all’intera rassegna, un lavoro dello statunitense VanDerBeek nato a New York nel 1927 e morto a Baltimora nel 1984. È famoso fin dagli inizi della sua carriera per la ricerca pionieristica nel cinema e nell’animazione sperimentale, che lo portò a essere uno dei primi artisti invitati a insegnare al Mit, Massachussets institute of technology, nel suo celebre programma di integrazione tra arte e tecnologia. Esempio fondamentale di commistione tra arte e scienza, Cine dreams è per la prima volta in assoluto riproposto nella versione originale, presentata nel 1972 al Strassenburgh planetarium di Rochester, New York.

L’opera consiste nella proiezione simultanea di 20 film sulla volta del planetario, sulla quale scorrono anche quelle della calotta celeste. Un vero Big Bang di forme, suoni e colori che mescola scienza e psichedelia, spettacolo e critica della società delle immagini e per questo spesso interpretato come una premonizione di Internet e della cultura digitale. I video dureranno in totale otto ore, dalle 22.00 alle 6.00 del mattino. Gli spettatori sono invitati a portare cuscini, coperte e passare la notte sotto la cupola del planetario come nella presentazione originale. Un vero e proprio cinema della mente come lo definiva l’autore stesso, un’eccezionale esperienza dove sonnecchiare, guardando il film in dormiveglia o a occhi chiusi, così da esplorare lo stato individuale e inconscio del sogno in un contesto collettivo e di gruppo. I partecipanti in seguito potranno registrare le descrizioni delle proprie visoni su una segreteria telefonica creata per l’occasione o mandando una email.

Sabato 29 sarà invece la volta di Jeronimo Voss, artista tedesco nato ad Hamm nel 1981 che nelle sue installazioni manipola materiale storico e scientifico per dare vita a nuove storie di costellazioni e universi paralleli. La sua opera, Eternity through the stars, titolo ispirato all’omonimo saggio del 1872 del francese Louis-Auguste Blanqui sulla possibilità dell’esistenza di dimensioni parallele infinite, consiste in immagini tratte da antiche diapositive astronomiche raffiguranti rivoluzioni di pianeti e viaggi di comete nel sistema solare. Pensata per il planetario di Kassel e presentata in occasione di Documenta 13 e più di recente al planetario di Berlino, qui è proiettata in prima assoluta per l’Italia. Infine, domenica chiuderà il programma Katie Paterson, Glasgow, 1981. Il suo è un approccio multimediale e multidisciplinare, un focus nello studio di grandi temi che da secoli affascinano l’arte e la connettono alla scienza, spaziando in modo poetico e sorprendente dalla natura all’ecologia, dalla geologia alla cosmologia. Ammirando le sue installazioni si entrerà nella vastità della terra e dell’universo, in contatto consapevole con le lontanissime distanze, gli orizzonti senza fine dove lo sguardo non trova ostacoli. In Earth-moon-earth, ad esempio, le note di una composizione di Beethoven vengono trasmesse sulla superficie lunare e ritornano sulla terra per essere suonate da un pianoforte automatico. Per Cine dreams, Paterson, ha realizzato una nuova installazione, nata per gli spazi del planetario Hoepli, nel quale si combineranno distanze siderali, suoni e la luce delle stelle.

Dal 28 al 30 marzo; civico planetario Ulrico Hoepli, corso Venezia 57, Milano; info: www.fondazionenicolatrussardi.com

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