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Cildo Meireles all’Hangar

Nella storia di Pirelli la cultura è sempre andata a braccetto con l’impresa. Lo ha ripetuto questa mattina Marco Tronchetti Provera, amministratore delegato del gruppo. E l’ultima testimonianza di questa filosofia prende forma (e suono) proprio oggi all’Hangar Bicocca di Milano. Stasera, infatti, inaugura la prima retrospettiva di Cildo Meireles. O meglio una sua antologia, come ha chiarito proprio l’artista nella  presentazione dell’evento, avvenuta poco fa. La mostra si intitola Cildo Meireles. Installations, è curata da Vicente Todoli e rimane aperta fino al 20 luglio. Si tratta di una personale che comprende 12 tra le più importanti installazioni realizzate dall’artista tra il 1970 e oggi.
Meireles è stato uno dei primi a sperimentare, fin dagli anni Sessanta, installazioni immersive e multisensoriali che richiedono il totale coinvolgimento del pubblico. L’artista brasiliano affronta tematiche sociali e culturali attraverso opere che rivelano pienamente il loro significato solo nel momento in cui sono attraversate, coinvolgendo oltre alla vista, anche l’udito, il tatto, l’olfatto e addirittura il gusto. Non a caso Todoli, questa mattina, ha raccomandato: «È un’esposizione che richiede un’interazione con il pubblico, le opere generano un appello multisensoriale e un elemento sonoro, nella sala per questo si crea una forte cacofonìa, ma accostandosi a ogni opera si può goderne il singolo suono».

Lo spazio dell’Hangar Bicocca appare tagliato su misura per una mostra come questa, che si snoda attraverso un percorso spiazzante, caratterizzato da opere monumentali e piccolissime che catturano lo spettatore anche attraverso l’uso indistinto dei materiali. Meireles, infatti, sceglie oggetti e materie in base alle loro caratteristiche simboliche o sensoriali, mettendo insieme elementi contrastanti dal punto di vista semantico o visivo. L’uso di grandi quantità di oggetti identici o simili per creare ambienti ed effetti visivi nuovi, il suono come elemento centrale nella relazione del pubblico con le opere, e lo spazio quale componente fondamentale nell’enfatizzare i paradossi e le metafore, sono elementi chiave dell’arte di Cildo Meireles, efficacemente riassunti nelle 12 installazioni presentate in Hangar Bicocca.

Si va dai suoi lavori del 1969 fino alla sua realizzazione più recente, America, che è stata adattata allo spazio espositivo. «Ogni mia opera ha una sua storia, una sua biografia – ha spiegato l’artista – è impossibile per me tracciare un metodo comune». Non avrà un metodo, è vero, ma le influenze e le contaminazioni non le nasconde. Una su tutte quella di Piero Manzoni: «Uno degli artisti che ammiro di più. L’ho sempre studiato e apprezzato, lo definirei uno dei miei tre artisti preferiti in assoluto – ha detto – e non appena finirà questo incontro volerò a palazzo Reale a godermi la mostra su di lui».

Dal 26 aprile al 20 luglio
Hangar Bicocca, via Chiese 2, Milano
Per prenotazioni: prenotazioni@dopolavorobicocca.com
Info: http://www.hangarbicocca.org

 

 

 

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