Tutti giù dal muro di Berlino

Venticinque anni sembrano pochi, ma se ti volti a guardarli non ci sono più, parafrasando De Gregori. Ma venticinque anni possono essere moltissimi, quando si ha a che fare con un evento epocale come la caduta del muro di Berlino. Un evento che, nonostante i venti di guerra fredda siano tornati a spirare sull’Europa, appare distante anni luce da quel tempo, da un’Europa che si apriva alla speranza come oggi è attanagliata dalla crisi sistemica. Corsi e ricorsi storici a parte, l’evento più significativo della recente storia tedesca ed europea si avvicina, e in vista del 9 novembre – giorno della storica ricorrenza – sono previste mostre ed eventi speciali nella capitale tedesca e in Italia. A illustrare le tante iniziative culturali, al Goethe-Institut di Roma, il direttore dei programmi culturali Hartmut Burggrabe e Sophia Quint, responsabile media di VisitBerlin, l’agenzia di promozione turistica del comune di Berlino. Piatto forte del venticinquennale sarà il fine settimana del 7-9 novembre, in cui una mega installazione luminosa lungo l’ex corso del muro si accenderà «come simbolo di speranza di un mondo senza muri». Una cortina luminosa con migliaia di palloncini bianchi si snoderà nel centro cittadino, per librarsi in aria in cinque punti, a ricordo del fatidico crollo. Oltre all’installazione luminosa, negli stessi giorni di novembre aprirà una mostra permanente al Centro di documentazione del muro e, dalla primavera all’autunno inoltrato, una serie di esposizioni temporanee o permanenti celebreranno l’anniversario, a partire dalla mostra fotografica Colour for the republic, da oggi al 31 agosto al Museo storico tedesco.

Ma l’anniversario, nelle intenzioni dell’amministrazione, intende valorizzare una Berlino simbolo di una nuova identità tedesca, una città creativa dove fatti i conti col passato sia possibile toccare con mano il suo essere cosmopolita e all’avanguardia, in particolare per quanto riguarda le arti. Un luogo capace di confermare, nonostante il tracollo culturale dell’Occidente sia in atto, la sua nomea di mecca del contemporaneo, per la qualità delle sue istituzioni museali, gallerie e arte di strada. In quest’ottica, tour guidati al percorso lungo i dodici chilometri del muro, visite alle ex torri di guardia e ai tanti memoriali, all’Asisi panorama o gite su una vecchia Trabant saranno un modo per tornare a vivere il tempo di allora con tutt’altro spirito, i giorni di una cortina di ferro che spezzò il cuore della vecchia Europa su cui ancora incombevano le macerie prodotte dal nazifascismo. Un’idea, questa, che guarda particolarmente all’Italia, visto che i nostri connazionali sono al secondo posto per quanto riguarda i visitatori della capitale tedesca, dopo gli inglesi. Per informazioni e una mappatura degli eventi da seguire: wall.visitBerlin.de. Nell’occasione, oltre alle statistiche sulle visite nella capitale tedesca sono stati presentati i corti d’animazione del concorso My wall che saranno premiati domani, 22 marzo, nell’ambito del Festival internazionale d’animazione Cortoons, ospitato quest’anno per la prima volta nell’auditorium del Goethe-Institut di Roma. Info: www.mywallcontest.com.